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TENTI DI SEDURMI?

Summary:

Lucifero Stella del Mattino non si può perdere tra i suoi tra i suoi pensieri, che Alastor decide di interromperlo per "conoscerlo meglio"...

Notes:

Secondo tentativo di fare un' opera, sono felice perché è da tanto che la volevo scrivere, spero vi piaccia 😊
Mi scuso se i personaggi che ho citato non sono uguali agli originali 😔
P.S. ci sarà anche un secondo capitolo!!

Chapter 1: La bevuta

Chapter Text

Ora è circondato da persone nuove, pensa, non più da quelle paperelle di gomma, le quali, per quanto dedito nel realizzarle, rappresentano quello che era, prima di ritrovare sua figlia, dato che non ha osato rivederla, per anni, per paura o per vergogna.

Era felice, dopo la battaglia contro Adamo, ma non adesso.

Mentre tutto va avanti: sia il suo reame, sia l'Hazbin Hotel da ricostruire, in cui il restauro procede spedito ogni ora del giorno, lui sembra statico nei suoi pensieri, a causa dei suoi traumi del passato, che gli si ripresentano, puntuali come un orologio ogni singola sera.

Pochi ora frequentano i corridoi e le sale dell'hotel, lasciando vuoti e silenzi in cui Lucifero Stella del Mattino, trova conforto. Per l'appunto, in una di quelle occasioni decide di non rimanere a lungo nella sua nuova camera, ed i suoi piedi lo conducono da delle vecchie amiche al pieno di sotto: Rum, barbon, whisky e amari; le sue labbra hanno assaggiato tante di tali creazioni umane e ancora non riescono a smettere di pretendere altro alcool.

La sua mente li inizia a vagare, ripensa in che modo l'amore per Lilth lo aveva cambiato nei secoli, rendendolo simile a chi riesce a provare sentimenti profondi, simile quindi a un umano, tuttavia, non capace di comprendere le vere nature intrinseche di queste emozioni, ha imparato anche cosa significa farsi travolgere da esse, e l'abbandono di lei ha solo intensificato il suo dolore.

Ritorna per un momento alla realtà, si mette a sedere su una delle sedie del bar, con una bottiglia sul bancone, posa cappello e bastone, butta a terra la giacca, si allenta il gilet. Ispira ed espira lentamente. Il dolore della perdita lo accoglie nuovamente, come un'amante a cui non sa dire di no, si fa possedere dalla tristezza, i suoi pensieri si fanno solo per lei ancora una volta e beve a tutto questo.

Sorso, dopo sorso, con lo sguardo vacuo, si perde in ciò che ha davanti, analizza senza volere l'etichetta tra le mani e nota finalmente cosa ha scelto, bourbon whisky , il titolo del nome del prodotto, è in alto in corsivo e sotto un'immagine di un paesaggio, da cui con tutta probabilità indica la provenienza, nonostante questo non li dà troppa importanza. Vi è anche una data sopra, 1930, continua a perdersi in se stesso finché una voce sgraziata e alterata, che ricorda molto una vecchia radio, non lo interrompe:-”ECCO DOVE ERAVATE!”-.

Passi si fanno sempre più vicini, è Alastor, accarezza il suo bastone e per richiamare l'attenzione del Signore dell'Inferno puntella, con forza, la parte finale dall'asta a terra:-”Quello che bevete, non è affatto gratuito, ha un suo prezzo per chi non è cliente registrato dell'hotel, maestà”- Lucifero alza gli occhi al cielo, quel demone ora accanto a lui è l'unico che veramente non riescie a sopportare dopo Adamo :-”Questo posto che tu chiami hotel, non è altro che un MIO possedimento, dato a MIA figlia, quindi ciò che si trova qui,non è altro che MIO”- Alastor batte il bastone a terra ancora una volta:-“Sarà come dite, ma non questa parte della hall, mio ​​​​Sire”-

Lucifero con un lamento si passa due dita intorno agli occhi, strusciandole contro le palpebre. Riacquista così il controllo di se, poggia un gomito sul bancone e con fare scomposto si sistema sulla sedia per essere faccia a faccia con il suo interlocutore e in tutta risposta alla provocazione dice:-“Alastor, giusto? Fai elemosina su una bottiglia di Bourbon, sperando in cosa sentiamo? Pagamenti? Io non ti darò un singolo denaro per questo alcool"-

Alastor freme, dietro la sua maschera, dallo sdegno. Seppur vero che sin dalla prima volta che lo ha visto: sia per via della stazza minuta e piccola, sia per l'assente presenza nel suo regno, non ha mai smesso di pensare di aver di fronte solo un'incapace che di autorevole ha solo il titolo, ha iniziato a dargli fastidio non essere considerato dal Re, in una conversazione. Inoltre è anche il padre di Charlie e lei gli è utile per il suo obbiettivo futuro; di conseguenza ha più di un motivo per tenerlo “vicino” almeno per ora, anche se non può fare a meno di scontrarsi con lui quando battibeccano. Con un sorriso splendente, il Demone della radio, si avvicina a Lucifero ed con fare provocatorio, prende la bottiglia di sotto il naso all’altro e veloce come un fulmine gli versa il restante contenuto addosso:“Direi che così saldiamo subito il vostro conto qui”- sorride tra se e se nel mentre che vede la sua vittima bagnarsi come un pulcino.

La camicia e il gilet, diventano sempre più scuri nel momento in cui vengono inzuppati dall'alcoolico, rimanendo appiccicati alla pelle del corpo snello e tonico di Lucifero, palesando sempre meglio le forme sottostanti. Il viso del Re si colora di un leggero rossore sulle guance e per un istante si lascia prendere dalla rabbia, si rigira su se stesso e per reazione sferra un pugno all'altro in pieno viso:- “IDIOTA! Questo è per aver rovinato dei vestiti costosi "- sbuffa - "Giuro che non è da me prendere a botte qualcuno senza motivazioni, ma tu me le crei"-

La botta è ben decisa e manda con le spalle al muro , Alastor, ritrovandosi intontito per qualche secondo. La testa inizia lievemente a fargli male, però il dolore, passa subito in secondo piano perché la sorpresa prevale nella mente del demone. Dalla sola immaginazione di come può essere la potenza del Signore dell'Inferno, ora ne ha avuto un assaggio pratico e sussurra a voce non filtrata:”Sire giuro che un giorno, mi prenderò le vostre grida”, ma prima che finisse , Lucifero gli parla sopra sorridendo di gusto:”Voglio vedere come, visto che sei solo un moscerino per me!”-

Il Demone della radio alza gli occhi e osserva Lucifero borbottare sulla camicia sfatta e il gilet zuppo,nota addirittura che gli indumenti rovinati mostrano la pelle sottostante, bianca come l'avorio; è una delizia al solo guardarla, altamente distante da ogni forma e aspetto di ogni singolo demone abitante all'Inferno. Ha catturato la sua attenzione facendogli per un momento dimenticare lo stato in cui lui stesso si trova.

Altri vestiti cadono a terra, il Re dell'Inferno decide di tenere solo quelli asciutti e non appena fa qualche passo in più per prendere un'altra bottiglia e affogare ancora nei suoi pensieri , Alastor glielo impedisce, mettendosi tra lui e il suo obbiettivo . Lo rivede comparire davanti, la sua figura è di nuovo intatta, come nulla lo aveva scalfito un istante prima:”Se permettete, non ho finito di parlare ” Lucifero sbuffa nuovamente e cerca di spingerlo poco lontano, Alastor continua:”Non siate scortese...” Il Re con un tono di voce più alta:”Cos'altro volete? Mi avete solo importunato mentre ero da solo, non ho per nulla voglia di parlare con un ciarlatano, barbaro come voi! Comunque, di solito chi mi sta di fronte mi dovrebbe portare il rispetto che merito.."

Il discorso va avanti per qualche minuto, il Re troppo preso nel suo rimprovero, non si accorge di cosa fa il suo ascoltatore, il quale infatti prende il polso destro del primo con la mano libera, mentre quella che tiene il bastone l'appoggia sulla schiena e con un'azione riesce a sbattere l'altro a faccia in giù sul piano del bancone:"Avete parlato abbastanza per i miei gusti, ora finalmente tocca a me, sono venuto qui solo per riuscire a CONOSCERTI MEGLIO, ma siete fastidioso come già pensavo"

Gli occhi del demone vengono ancora una volta rapiti da quella carnagione diafana: vede vecchie ferite passate, alcune profonde, altre meno, create da chissà quali scontri, qualche piccola imperfezione e un impercettibile riflesso dorato su tutto che lo rende luminoso. Sente la morbidezza e la delicatezza.

Lucifero seccato:" Quanto ancora vuoi tenermi così? eh-ehi!!” avverte qualcosa di umido che percorre lungo tutta la sua spina dorsale, dal collo in giù, un brivido lo percuote con violenza e lo contrae facendogli alzare il petto. La sua concentrazione sfuma per un' istante e il respiro si fa pesante. Chiude gli occhi e sente un morso lieve sulla spalla sinistra, non reagisce. Una gamba si insinua tra le sue e preme su di lui, quello che prova ora è una sensazione che quasi ha dimenticato e un fremito lo assale.

Ritorna un leggero rossore sulle sue guance, ma al contempo divengono più luminose e intense le sue pupille, come pozze monocrome di colore scarlatto. Anticipa un calcio, per poi direzionarlo al ventre del suo molestatore , ma senza andare a segno, infatti Alastor si è scansato in tempo.

Il Re, ora libero, prende con veemenza per il colletto il demone e guardandolo dall'alto in basso:”NESSUNO, dai tempi di Lilith HAI MAI OSATO TOCCARMI e invece tu...TU BASTARDO..”

“PAPA'?” si sente udire in vicinanza:"PAPA'? DOVE SEI RISPONDIMI?"

Questa seconda frase rompe il momento di collera di Lucifero e dal giorno alla notte cambia il suo atteggiamento,lascia andare l'essere davanti a se e si guarda attorno, è chiaro che i suoi pensieri sono volati su altro, freneticamente cerca di sistemare tutto ciò che è suo sparso attorno a lui.

Alastor trova interessante questo cambiamento improvviso, sa che quel nano prova un'affetto unico per sua figlia, ma non credeva fino a tal punto da sovrastare su tutto il resto, dato che sembra a tutti i costi che voglia rimettere in ordine tutto quanto, dando forse l'illusione di perfezione o controllo. Così all'improvviso un'idea gli balenò in testa, una piccola vendetta per il fatto che l'altro non è voluto sottostare al suo volere:”Charlie cara, tuo padre è qua con me”

Lucifero:”No scemo!, non chiamarla ora, non sono presentabile”

Alastor sorride

Qualche momento dopo entra la ragazza nella stanza e vede il Demone della radio in mezzo appoggiato al suo bastone:”Alastor ciao, ma dove si trova mio padre?”

Lucifero da dietro il demone:”Charlie tesoro, va tutto bene, non c'è bisogno di essere preoccupati, io e il mio buon “amico” stavamo solo parlando "-

” Alastor:”Sire, vostra figlia è preoccupata per voi, dovreste palesarvi..”