Actions

Work Header

Attractive. // Draco Malfoy

Summary:

È risaputo che chi sa tenerci testa, nonostante sia il nostro peggior nemico, è la persona che ci fa stare meglio. Malgrado gli insulti, le minacce, e tutti gli incantesimi lanciati, non vorresti mai davvero il male per quella persona. In fondo è una parte di te, che dà alla vita quel briciolo di piccante che ci manca.
Due stupidi e fottuti adolescenti, Anne Clarke e Draco Malfoy, nemici dalla nascita, iniziano a capire che nessuno dei due potrebbe mai fare a meno dell'altro. Conosceranno un nuovo sentimento, l'amore, il quale non hanno ricevuto nemmeno dalla famiglia. Bensì sapranno aggiustarsi a vicende, coprendo il vuoto di un'esistenza infelice.

"Non avrei mai pensato che qualcuno si potesse innamorare della mia risata, ed io della sua, tantomeno se questa persona è quella puttanella di Malfoy."

"Cazzo, mi avevano avvertito sul fumo e sulla droga, ma nessuno aveva mai parlato di una stronza nanetta che mi rende il più felice del mondo."

Chapter 1: -CHAPTER 1-

Chapter Text


Ancora qui.

Come ogni giorno.

La fervida pioggia d'ottobre scende incessantemente e questo stranamente mi rilassa. In realtà non so se stia realmente piovendo, avendo le finestre affacciate al Lago Nero. È solo una supposizione. Potrei quasi sembrare calma in questo momento: sto leggendo un libro, distesa sul letto della mia stanza, ad Hogwarts, la "fantastica e meravigliosa scuola di Magia e Stregoneria"; che così fantastica e meravigliosa non è se sei una stronza, odiosa e puttana Serpeverde...come me.

Era abbastanza carino stare qui, i primi due anni. Avevo anche una migliore amica, che poi non ha fatto altro che rivelarsi una troia. La mia vita è fatta principalmente da delusioni, ormai ci sono abituata. I miei genitori, sempre se si possono definire così, vogliono il meglio da me perché dicono che in questo modo potrò diventare come loro. In realtà pretendono il meglio solo per rendere invidiosi i loro stupidi "amici" ricchi. Sono il loro burattino. Non ho mai fatto una scelta. Sono loro a decidere tutto per me. Non faccio altro che assecondarli. Mi sono stufata di provare a contraddirli, tanto non ci riesco.

La mia famiglia è purosangue, ricca e snob. Ho imparato ad essere anche io come loro. In realtà, mi hanno costretta.

Da tre anni, ormai, ho solo un amico: Blaise. Un ragazzo dalla carnagione scura, occhi grandi e aguzzi, zigomi definiti, abbastanza magro ma allo stesso tempo muscoloso, gioca a Quidditch. Non so come faccia a sopportarmi. Sono una stronza con tutti, anche con lui. Ho creato questa corazza per non essere più ferita da nessuno. Però lui sa che gli voglio bene in fondo, anche se ci parliamo raramente. Sono sempre sola.

Hogwarts è diventata uno schifo. Passo le mie giornate a studiare, prendere in giro le persone che credono di essere meglio di me, mangiare qualche volta e a leggere. Dormo poco; la notte mi piace pensare, non dormire.

<<Dai Anny, ti aspetto in Sala Comune, muoviti che ho fame!>> Eccolo, il mio fottuto amico, come potrei non riconoscere quell'odiosa voce. Bussa con forza alla porta della mia stanza.

<<Non ho fame>> Rispondo continuando a leggere il mio libro. S'intitola "Come tu mi vuoi". L'ho rubato da un negozietto ad Hogsmeade. Mi piace trasgredire le regole.

<<Alohomora>>

Fanculo.

<<Che cazzo vuoi Blaise, ti ho detto che non voglio venire. Hai problemi di comprensione del testo?>> Ringhio duramente.

<<Forza Anny, non mi lascerai mica da solo eh?!>>

<<Come se me ne fregasse qualcosa>>

<<Lo so che mi vuoi bene>> Dice, e cazzo se ha ragione, ma non glielo dirò mai. Odio parlare dei miei sentimenti.

Si siede affianco a me e mi toglie il libro dalle mani, con un movimento brusco.

<<Quale diavolo è il tuo problema, Zabini?>>

<<Sta sera c'è una festa nella nostra Sala Comune. Ci andremo>> Esclama guardandomi. Ricambio alzando un sopracciglio. Sa benissimo che amo le feste ed ecco il suo sorrisetto crescere in quel viso dannatamente bello.

<<So cosa intendi con quello sguardo. Fatti trovare pronta per le 22:00. Non farmi aspettare cazzo>>

<<Fanculo Blaise>>

<<Sempre la solita stronza. Non fare tardi>> E con questo chiude la porta e se ne va, lasciandomi sola, proprio come piace a me.

L'unica cosa sensata che hanno fatto quelle due teste di cazzo dei miei genitori è chiedere una stanza singola solo per me, in questa fottuta scuola. E ovviamente così hanno fatto.

Tutti ubbidiscono agli ordini dei Clarke.

La mia camera è decisamente grande e poco illuminata. Le finestre, come ho già detto, danno sul Lago Nero. Mi piace passare il tempo a guardare cosa succede lì, in mezzo all'acqua, dove ogni forma di vita è libera. Le pareti rovinate sono fatte di mattoni color nero. Appena si entra si nota subito il grande letto da una piazza e mezza, al centro della stanza. È incredibilmente morbido. Le lenzuola sono rigorosamente verde scuro e lo stesso i cuscini. Il letto è affiancato da due comodini di legno scuro. In quello di destra c'è un pacchetto di fazzoletti mentre in quello di sinistra, solo e unicamente libri. Di fronte al letto si trova la mia scrivania. Un disastro unico: pergamene svolazzanti, inchiostro di qua e di là, i libri di Pozioni e di Difesa Contro le Arti Oscure che quasi sono distrutti da tutte le volte che gli ho gettati per terra, dopo che non capivo un argomento. Ho anche un camino con un divanetto di pelle nero, in fondo alla camera.

La gabbia di Fiona, la mia civetta delle nevi nera, è vicino alla finestra; la adoro. La tengo in camera perché nella guferia non fa altro che litigare e infastidire i suoi simili. Mi assomiglia un sacco.

Il grande armadio di legno massiccio è al lato della scrivania, preceduto dalla porta per il bagno. Quest'ultimo è abbastanza grande, solo che a differenza della camera, è uguale a quello di ogni stanza: pareti bianche, che personalmente odio; fanno troppa luce e quasi mi cadono gli occhi quando ci entro. Lo specchio sopra al lavandino e una doccia enorme.

Nei cassetti dei comodini nascondo come unica salvezza delle bottiglie di alcool.

Questa camera è l'unico posto in cui posso stare sola. Il mio angolo di vita.

Sarà meglio farmi una doccia e rendermi presentabile per sta sera. Io amo le feste, ma non per le persone, assolutamente. Ci vado solo per l'alcool infatti.

Lascio la mia divisa sul letto ed entro in doccia.

L'acqua calda scorre sul mio corpo mentre mi insapono i capelli con il mio shampoo alla cannella. Il profumo è buonissimo. Risciacquo e metto il balsamo. Solo durante questi momenti mi sento in pace con me stessa. Ho un carattere difficile, però lo amo. Termino la mia doccia dopo esserci stata dentro per circa mezz'ora.

Avvolgo il mio corpo fradicio nell'asciugamano di fibra di cotone, ovviamente nero; con un incantesimo asciugo i miei capelli.

Cazzo se sono bella.

Torno in camera ed indosso il mio abito migliore: uno corto ed aderente, rigorosamente nero. Mi arriva fin sopra le ginocchia; delinea e perfeziona le mie curve. Mette in risalto la carnagione chiara della mia schiena con una spaccatura sul retro. Le spalline sono fatte di catenelle color oro. Devo dire che è abbastanza scollato e questo mi piace. Voglio sempre essere al centro dell'attenzione, sempre essere sexy, sempre essere perfetta, sempre essere attraente.

I tacchi sono a spillo, dello stesso color del vestito.

Mi guardo allo specchio e raccolgo i miei medio-lunghi capelli mossi color nocciola in uno chignon morbido. Lascio cadere sul mio viso i due ciuffi che qualche mese fa ho avuto la pazza idea di tagliare; ma cazzo se mi stanno bene.

Mi trucco leggermente con del mascara, che mette in risalto i miei profondi occhi color marrone. Passo del burro cacao sulle mie labbra screpolate prima di mettere un ardente rossetto bordeaux.

Dannazione, è ancora troppo presto.

Mangio gli avanzi della cena precedente, che avevo lasciato sulla poltrona vicino al camino. Dovrei sistemare questa cazzo di stanza, ma non ne ho voglia. Fanculo.

Il cibo è freddo. Che merda.

Mi passa velocemente la fame e preferisco leggere. Mi permette di disconnettermi per alcuni istanti da questo mondo in cui sono stata catapultata e dove se non sei come gli altri vogliono, devi fotterti amico. Leggere è una soluzione a tutto: lo faccio quando sono stanca, arrabbiata (la maggior parte delle volte), triste o felice.

La pioggia continua a scendere, creando un sottofondo alla mia lettura. Sono ipnotizzata. Non mi rendo nemmeno conto che è già passata un'ora. Ed ovviamente eccolo lì, il mio maledetto amico che bussa fastidiosamente alla mia porta.

<<Adesso arrivo cazzo, smettila>> Sputo con non curanza.

Mi guardo nuovamente allo specchio. Sistemo la scollatura ed il vestito. Sorrido perfidamente.

Fai come sempre, ora esci da questa stanza, ed incazzati col mondo intero, Anne. Nessuno è migliore di te.

Questo mi dice la mia coscienza e così faccio.

<<Favolosa come sempre>> Si complimenta Blaise.

<<Non serve che me lo ricordi>>

<<Forza Anny, andiamo ad ubriacarci come non abbiamo mai fatto>> Esclama quasi urlando.

<<Sì cazzo>> Gli rivolgo un sorriso prima di uscire dal dormitorio femminile ed entrare nel bel mezzo della festa.

La Sala Comune è stata addobbata come sempre da un patetico gruppetto di ragazzi del sesto anno, ma devo dire che ci sanno fare: striscioni neri e verdi sono stati appesi al muro. I tavoli non sono più al centro della Sala ma bensì attaccati alle pareti, con centinaia di bicchieri e bottiglie di alcool sopra. In fondo alla stanza è presente un patetico DJ dell'ultimo anno. Mi dà fastidio, sembra che si dia troppe arie. Le luci sono spente. L'unica fonte di illuminazione sono delle candele a cui è stato fatto un incantesimo per renderle verdi. Tipico.

È pieno di gente di ogni casata e di ogni età: dai pivellini spaesati del primo anno, a quelli già ubriachi fradici del settimo. Patetici.

Una ragazza mi viene addosso per sbaglio.

<<Oh scusami non volev->>

<<Guarda dove cazzo vai, puttana>> Mi scruta accigliata ed io le rivolgo uno dei miei migliori ghigni. Fanculo.

<<Ah, iniziamo bene Anny>> Costata il ragazzo fingendosi sorpreso.

<<Stai zitto te>>

Andiamo immediatamente a prendere da bere.

E giù il primo bicchierino.

E giù il secondo.

Non voglio devastarmi fin da subito, quindi prendo un drink e mi butto in mezzo alla pista da ballo. La canzone al momento è "Memories", di David Guetta. Cazzo se mi fa scatenare. Mi muovo lentamente ed in modo sensuale, lasciando ondeggiare i miei fianchi. So quello che posso fare e quello che può scatenare. Continuo e nel mentre sorseggio il mio drink. L'alcool scorre già nelle mie vene. Tutto inizia a farsi più caldo, ma sono ancora lucida.

Fanculo, ne voglio un altro.

Torno al "tavolo dell'alcool" e mi riempio il bicchiere.

<<Ma guarda un po'. La puttana è uscita dalla sua stanza>> Inizia Malfoy.

Draco Lucius testa di cazzo Malfoy. Un patetico ragazzo della mia stessa età, pieno di ego e che crede davvero di avere il mondo ai suoi piedi. Illuso.

<<Vuoi venire Cruciato adesso o più tardi Malfoy?>>

<<Ridicola, stupida, ragazzina, hai capito con chi hai a che fare?>> Domanda avvicinandosi. L'ho offeso, perfetto.

<<Ma senti chi parla. Torna a farti una sega Malfoy e non rivolgermi mai più la parola, non ne sei degno.>> Continuo. Non mi lascio mettere i piedi in testa, figuriamoci da un coglione come lui.

È sorpreso. Sono l'unica che riesce davvero a tenergli testa. Gli rivolgo un ghigno e me ne vado, lasciandolo solo a guardarmi camminare. Sento i suoi occhi addosso.

Fanculo.

Continuo a bere e torno a ballare, questa volta insieme a Blaise. Ridiamo come due stupidi. Siamo fottutamente andati. Tutto è fantastico, finché non inizio a vedere tutto nero...

Chapter 2: -CHAPTER 2-

Chapter Text


DRACO'S POV

Fanculo. Perché cazzo sono qui? Ah giusto, l'alcool. Blaise, uno che potrebbe definirsi mio amico, ma chi voglio prendere in giro? È solo un coglione della mia stessa età con cui ho condiviso la stanza in questa stupida scuola il primo anno. Ad ogni modo, quel parassita ha diffuso la voce di un'inutile festa, dove ci sarebbe stato "alcool e divertimento". Al momento ho visto solo l'alcool.

Ci saranno circa un centinaio di persone in questa dannata Sala. Ballano tutti; per Salazar che fastidio. Hanno addobbato le pareti con degli odiosi striscioni neri e verdi, tutti i tavoli sono stati messi contro i muri. La luce verde delle candele è offuscata. Il DJ suona canzoni totalmente a caso. Che noia cazzo, non sanno neanche organizzare una festa.

Indosso semplicemente dei pantaloni della tuta grigi e la camicia della divisa bianca e stropicciata. Fanculo non mi interessa. Sono tutti uno più ubriaco dell'altro, non ricorderanno nulla già domani mattina.

Mi avvicino con aria altezzosa al tavolo dove ci sono i drink. Passo davanti ad un gruppo di stupide troie più piccole di me. Le sento farfugliare qualcosa sul mio conto. Mi riempiono di complimenti. Patetiche oche assetate di cazzi.

<<Ma guarda un po'. La puttana è uscita dalla sua stanza>> Istigo una ragazza del mio stesso anno. Devo pur sfogarmi con qualcuno.

<<Vuoi venire Cruciato adesso o più tardi Malfoy?>>

Alzo un sopracciglio. Sono sorpreso ma non devo darlo a vedere. Nessuno osa rispondermi in questo modo.

<<Ridicola, stupida, ragazzina, hai capito con chi hai a che fare?>> Ringhio avvicinandomi per spaventarla. Lei non si smuove.

<<Ma senti chi parla. Torna a farti una sega Malfoy e non rivolgermi mai più la parola, non ne sei degno.>> Dice duramente, lasciandomi con un ghigno e andandosene, camminando piano e sensualmente, consapevole del fatto che la sto guardando. Ho colpito il suo orgoglio, ma lei lo ha fatto meglio.

Piccola puttana.

Inizia a ballare insieme al suo unico amico, Blaise Zabini. Patetica.

Ma almeno lei ha un amico, a confronto tuo.

Fanculo.

Sorseggio il mio drink lasciando che l'alcool scorra nelle mie vene. Come si permette a parlarmi in quel modo? Anne Clarke. Mi meraviglio sempre quando mi zittisce. Nessuno riesce a farlo. Nessuno a parte lei. È una fottuta stronza con tutti. Merlino, che fastidio.

La guardo ballare, muove i suoi fianchi lentamente. Sa benissimo cosa sta facendo. Una piccola puttana.

Cazzo se è ridicolo stare qui. Per non parlare di tutti gli sporchi mezzosangue che sono presenti. Finisco velocemente il mio drink. Voglio tornare in camera e scoparmi qualcuna. Ho bisogno di sfogarmi.

Sento il rumore di un corpo cadere a terra, non mi interessa, solo che... Oh cazzo, è caduta proprio quella puttana. Un sorriso soddisfatto cresce sul mio volto. Glielo rinfaccerò tutte le volte in cui ne avrò l'occasione. Deve capire chi è il migliore qua dentro.

È distesa a terra. Il suo fottuto amico la prende in braccio a mo' di sposa e la porta verso il dormitorio femminile. Non è sorpreso, sapeva che sarebbe andata a finire così.

Vedo Pansy ballare; come ho già detto, ho bisogno di sfogarmi. Pansy Parkinson, una stupida oca che mi viene dietro da cinque anni. Nonostante io la tratti male torna sempre da me. Che troia illusa. Non ho mai provato alcun sentimento per lei, solo disprezzo. Lo sa benissimo. La uso e basta, solo per scopare. La insulto. La tratto come una troia. Ma non si ribella. Non ha carattere. È come tutte le altre.

Tutte tranne una.

Mi avvicino a passo svelto, sorpassando e spingendo chiunque si trovi sulla mia strada.

<<Ehi Draco. Ti stai divertendo?>> Domanda cercando di farmi eccitare con una voce sensuale. Che troia illusa.

Non la degno neanche di un saluto.

<<Andiamo.>> Dico e così fa.

Non ci parliamo per il resto della serata, la scopo e basta. Lei geme forte il mio nome, ma io no. Fanculo. Sono fortunato ad avere una stanza tutta per me. L'unica cosa bella qua dentro.

La mando via non appena abbiamo finito.

Sta davvero osando uscire dalla mia stanza con la mia camicia addosso?

<<Dammela>> Brontolo freddamente facendola girare.

<<Vieni a prenderla>> Seriamente? Crede seriamente che io sia attratto da lei?

<<Non sei altro che una troia. Dammi la mia camicia e sparisci. Non l'hai capito che mi fai schifo?>> Sputo guardandola disgustato.

L'ho offesa, ma non me ne frega. Si toglie la camicia e la lascia sul mio letto, prendendo le sue cose ed andandosene. Tra meno di 24 ore sarà di nuovo qui. Patetica oca.

Sono perennemente incazzato col mondo. Colpa dei miei fottuti genitori che mi usano come se fossi un oggetto, costringendomi a fare quello che mi dicono. Ho provato a ribellarmi più e più volte, ma alla fine "Crucio". Queste erano e sono le parole che escono dalla fogna di mio padre, mentre mia madre sta a guardare. Che merda.

Ecco perché scopo Pansy. L'unico motivo è cercare di scacciare questi fottuti pensieri. Non ci riesco quasi mai.

Sprofondo tra le lenzuola di seta e mi addormentato, tormentato dalla mia coscienza.

ANNE'S POV.

Cazzo che mal di testa. Sono sveglia ma addormentata. Con gli occhi socchiusi cerco di capire che ore sono.

"07:00".

Che merda. Butto nuovamente la testa sul cuscino, come se non fossi già in ritardo.

Fanculo la mattina.

Ricordo ben poco di ieri sera, solo che stavo bevendo e litigando con Malfoy per non so cosa, poi ho iniziato a ballare ed ad un certo punto non vedevo più niente. Qualcuno, sicuramente Blaise, mi ha portato qui e poi ricordo di aver sentito Draco e la puttana di Pansy scopare. Che schifo.

Ogni dormitorio ha nove stanze. La mia è l'ultima, lo stesso per quanto riguarda Malfoy, quindi siamo praticamente attaccati. Non poteva capitarmi cosa peggiore.

Cazzo che mal di testa, devo aver bevuto come un animale ieri sera.

Mi rigiro sulle coperte, quasi provando a tornare nel mondo dei sogni, dove certamente la realtà è migliore. Non ho dormito molto, anche questa notte ho pianto.

Fiona mi incita a svegliarmi, battendo continuamente il becco sulla gabbia. Alzo la testa e la guardo quasi esasperata, implorandola di smetterla, ma continua più forte. Mi rassegno e scosto le coperte di dosso, mettendomi seduta in cerca delle mie pantofole. Sono estremamente fredde, rispetto al mio corpo, ma adoro questa sensazione.

Mi sposto verso lo stereo e metto una canzone: "Stupid". Mi rilassa incredibilmente, e mi fa ricordare quanto io valga.

Vado in bagno e tolgo l'unico indumento che mi copriva: una corta vestaglia nera. La getto nel cesto della biancheria ed apro l'acqua, mettendola fredda come piace a me. Migliaia di goccioline iniziano a depositarsi sul mio corpo. La mia mano delicata massaggia il mio capo mentre faccio lo shampoo. Risciacquo dolcemente, passo anche il balsamo e infine ricopro la mia sensibile pelle con del bagno doccia alla cannella.

La cannella è la mia spezia preferita: non piace a molti, solo a quelli che hanno davvero gusto. Infatti viene definita anche "la spezia del re", visto che nel corso del Medioevo era il simbolo del potere dei nobili e degli aristocratici. Ha un gusto molto forte. Le sue proprietà sono innumerevoli, ma non bisogna abusarne. Mi rappresenta fin troppo.

Termino la mia doccia e mi avvolgo gradualmente nell'accappatoio. Asciugo velocemente il tutto con l'incantesimo secondo me più utile tra tutti, dopo le Maledizioni senza Perdono.

Indosso come sempre la mia divisa, lasciando i primi due bottoni della camicia slacciati e le gambe nude. Siamo ad ottobre inoltrato, ma amo il freddo.

Amare. Che cosa inutile. Sono abbastanza ferma nella convinzione che l'amore non sia l'obbiettivo della vita. Scelgo me stessa così non rimarrò mai delusa.

Finisco truccandomi leggermente ma perfettamente, sciogliendo i miei mossi capelli e spruzzando il mio amato profumo, rigorosamente alla cannella. Se solo potessi, farei profumare tutto di cannella.

Accarezzo Fiona ed esco, non prima di essermi guardata allo specchio ed aver ripetuto "Nessuno è migliore di te".

Lascio la mia stanza. Mento alto, petto infuori, spalle dritte e camminata femminile ma sicura. A questo sono stata abituata fin da bambina.

Non degno nessuno del mio sguardo, sono tutti patetici. Sento gli occhi addosso ogni singola volta che passo nei corridoi. Qui tutti sanno chi e come sono fatta.

Vado direttamente in Sala Grande, sedendomi sulla tavolata dei Serpeverde ed iniziando a servirmi del succo di zucca e due fette di pane tostato, che mangio continuando a leggere il mio libro.

DRACO'S POV.

Dopo ieri sera, l'unica cosa che voglio è sparire e dormire fino al prossimo decennio. Ma evidentemente non è possibile. Fanculo

Sbuffo tra me e me, alzandomi svogliatamente ed entrando in doccia. In qualche modo devo pur svegliarmi.

Acqua fredda, come al solito. Mi insapono velocemente, dando maggiore cura ai miei capelli ovviamente. Passo delicatamente lo shampoo alla menta e massaggio con le dita.

Ci sai fare con le dita, Draco.

Che pensieri sporchi, ma incredibilmente veri.

Continuo con la mia solita routine: mi insapono il corpo, risciacquo tutto, esco, metto un asciugamano attorno alla vita, mi lavo i denti e infine asciugo i capelli.

Così ogni fottuto giorno.

Indosso la divisa e spruzzo abbondantemente la mia acqua di colonia.

Perfetto.

Ultima pettinata ai capelli ed esco da questa maledetta stanza, pronto a far dannare ogni persona io incontri.

Non c'è hobby migliore.

Entro in Sala Grande, camminando sicuro e osservando tutti come se fossero insulsi scarafaggi. Patetici.

Aspetta, aspetta. Ecco Anne, lì seduta a leggere. Sarà lei la mia prima preda sta mattina. È rannicchiata su un posto dell'enorme tavolata Serpeverde, le sue gambe nude risaltano tra tutte, infatti è l'unica senza le calze.

Ma meglio così.

Mi siedo davanti a lei. Non si accorge della mia presenza. Sbatto i pugni sul tavolo, cercando di attirare la sua attenzione, senza successo ahimè.

<<Guarda chi si vede. La ragazzina che non regge nemmeno due bicchierini senza poi trovarsi a terra sul pavimento!>> Dico duramente rivolgendole un ghigno.

Finalmente mi guarda. I suoi occhi da stronza sono fissi sui miei.

<<Almeno io da ubriaca non scopo Pansy>> Esclama non scomodandosi. E cazzo, mi zittisce di nuovo.

Furioso prendo la bacchetta e incendio una pagina del suo libro.

Stupida puttana.

ANNE'S POV.

Sono tranquillamente seduta a leggere e ad addentare una fetta del mio pane tostato.

Malfoy si siede davanti a me, e cerca inutilmente di attirare la mia attenzione, sbattendo i pugni sul tavolo.

Crede davvero che io mi scomodi per lui? Ridicolo illuso.

<<Guarda chi si vede. La ragazzina che non regge nemmeno due bicchierini senza poi trovarsi a terra sul pavimento!>> Dice forse pensando di intimorirmi con un tono freddo di voce.

Ma per chi mi hai preso? Per una delle stupide troie che ti vengono dietro? No signore.

<<Almeno io da ubriaca non scopo Pansy>> L'ultima parola dev'essere la mia, punto.

Ritiro la mia attenzione e la ripongo nuovamente sul libro, immergendomi in una profonda lettura, finché... Quella testa di cazzo non incendia la pagina che stavo leggendo con un incantesimo.

Non ci vedo più dalla rabbia. Giuro, lo faccio fuori.

Lui mi guarda rivolgendomi uno stupido ghigno e...

<<Confringo>> Esclamo, non alzando la voce, rimanendo calma e facendo esplodere un anello di Malfoy.

E tutti sappiamo quanto cazzo ci tenga.

È accigliato e visibilmente arrabbiato. Non si aspettava lo facessi.

<<Sei stato fortunato che non abbia fatto esplodere te, Malfoy. E anche questa volta ho vinto io. Ops, hai trovato qualcuno migliore di te? Oh beh, fattene una ragione e non metterti mai più contro di me. Ridicolo>> Sputo colpendo il suo ego.

Mi alzo delicatamente prendendo le mie cose, ed esco a testa alta dalla Sala Grande, camminando sensualmente e sapendo di avere tutti gli occhi addosso.

Contro di me non vinci Malfoy. Puoi starne certo.

Chapter 3: -CHAPTER 3-

Chapter Text


DRACO'S POV.

<<Confringo>> Dice calma, ma il suo tono di voce è rabbioso.

Uno tra i tanti anelli esplode, lasciandomi il segno.

Hai capito la piccola puttana...

Sono arrabbiato? Sì cazzo, però mi piace il fatto che mi sappia tenere testa. L'unica qua dentro.

È sexy quando si arrabbia.

Cazzo Draco, come puoi fare questi pensieri in un momento dove il tuo fottuto dito è quasi andato a fuoco, l'intera Sala Grande vi sta guardando, ed inoltre nessuno può metterti i piedi in testa. Torna in te porca troia!

<<Sei stato fortunato che non abbia fatto esplodere te, Malfoy. E anche questa volta ho vinto io. Ops, hai trovato qualcuno migliore di te? Oh beh, fattene una ragione e non metterti mai più contro di me. Patetico>> Continua alzandosi ed andandosene. Cammina lentamente ed in modo sensuale. Sa di essere osservata, specialmente da me.

<<Cosa cazzo guardate tutti? Fanculo>> Sbraito per farmi sentire.

Ogni singola persona distoglie lo sguardo. Sanno di cosa sono capace, hanno paura.

Sei un mostro.

No, non lo sono.

Sì, lo sei.

Fanculo.

Prendo le mie cose e mi alzo di scatto, facendo sobbalzare il ragazzino seduto affianco a me.

"E anche questa volta ho vinto io". Non la passerà liscia dopo questo. La farò impazzire.

Probabilmente lo farà prima lei con te.

La odio.

Puttana del cazzo.

Cammino velocemente lungo i corridoi. Dove cazzo sto andando? Non lo so. Continuo fingendo di saperlo perfettamente. Spingo chiunque si metti sul mio percorso, facendolo finire addosso ai freddi muri di pietra.

Ma cazzo, questo corridoio è infinito. Continuo, non mi fermo.

Prendo di sfuggita il foglietto con scritto l'orario dalle tasche dei miei pantaloni di seta costosissimi. Il pezzo di carta è completamente stropicciato. Chissà da quanto tempo è lì.

Alla prima ora ho Divinazione, cazzo che merda, anche se sono il primo della classe.

Salgo ogni specie di scala. Prima o poi finirò nell'aula di Divinazione, o almeno lo spero.

Cambio strada ogni due per tre. Sono l'unico in questa parte del castello. I personaggi dipinti nei quadri, per lo più antichi, mi osservano farfugliando qualcosa.

Cazzo Draco, non puoi fottutamente arrabbiarti anche con dei dannati quadri.

Sono arrivato in una torre, lo riconosco dalle strette scale a chiocciola e dai muri scrostati. Che merda.

Non cambio strada. È sempre un'impresa raggiungere la maledetta aula di Divinazione.

Finché, eccola cazzo. Fa terribilmente caldo, devo esserci di sicuro. Inoltre c'è un soffocante odore di tè.

Entro nell'aula passando dalla porta e quasi litigando anche con la tenda che la ricopre, dopo essermi impigliato con uno dei miei fottuti anelli.

La sala ospita almeno venti tavolini rotondi, tutti circondati da poltroncine foderate di chintz e piccoli, grassi sgabelli. Il tutto è illuminato da una bassa luce scarlatta; le tende alle finestre sono tirate, e le numerose lampade sono drappeggiate con sciarpe rosso scuro. Fa davvero caldo, cazzo, e il fuoco arde nel camino lambendo un grosso bollitore di rame che emana un profumo intenso, quasi malsano. Gli scaffali che corrono tutto attorno ai muri circolari sono stipati di piume impolverate, mozziconi di candele, scatole di vecchie carte da gioco, innumerevoli sfere di cristallo argentate e una gran varietà di tazze da tè.

Fanculo.

Non ci sono solo io, ma bensì anche quella puttana della Clarke.

<<Che cazzo vuoi Malfoy? Mi perseguiti? Sparisci prima che possa ucciderti.>> Possibile che abbia sempre la meglio su di me?

<<Siamo pari Clarke. Solo che tu hai osato parlarmi in quel modo, fidati, non finirà bene>> Dico freddamente con il mio solito ghigno, accomodandomi ad emerita distanza da lei.

<<Se fossi in te, al posto di continuare a parlare, me ne andrei sapendo che la mia vita è in pericolo>> Esclama seccamente.

Mi lascia sempre senza parole.

<<Non puoi sbarazzarti di me ragazzina. Oppure, uccidimi. Forza, fallo. Ora.>> La istigo ammiccando un sorrisetto, ed iniziando a tirare fuori i dannati libri dalla borsa.

Mi rivolge uno sguardo fulminante.

<<Questa volta ho vinto io, cara>>

Le sorrido nuovamente. Lo fa anche lei.

Si lascia sfuggire una risatina.

Cazzo.

<<Perché ridi?>> Domando incuriosito.

<<Credi davvero di poter vincere su di me?>> Esordisce altezzosamente.

<<In realtà l'ho appena fatto>> Continuo convinto, guardandola profondamente negli occhi.

<<E va bene Malfoy, avrai pure vinto questa volta, ma in testa ci sono sempre e comunque io>> Dice con un tono di voce divertito.

Inarco un sopracciglio.

Devo smentirmi. Odio farlo ma è così: probabilmente mi farà impazzire lei per prima.

ANNE'S POV.

Cazzo se sono bipolare.

Un momento prima sto per ucciderlo, e quello dopo mi ritrovo con lui a ridere nella fottuta aula di Divinazione.

<<E va bene Malfoy, avrai pure vinto questa volta, ma in testa ci sono sempre e comunque io>> Lo illudo. Non ha vinto per nulla, ma facciamogli credere così.

Perché non l'hai ucciso quando te l'ha chiesto?

Perché sarei finita ad Azkaban.

Non l'hai risparmiato perché in fondo vi divertire a stuzzicarvi, giusto?

Assolutamente no.

Non ci credi nemmeno tu.

Fanculo, fate stare zitta quella vocina nella mia testa.

Io e Malfoy ci odiamo, e sarà così per sempre. Punto e basta.

Pian piano l'aula inizia a riempirsi. Dopo quel momento io e il biondino non ci siamo più parlati, né guardati. Ero concentrata sul mio libro.

Divinazione è l'unica materia in cui vado male. E questo non riesco a mandarlo giù, fanculo.

Il mio "Occhio Interiore" è inesistente. Per Salazar che fastidio.

<<Questo posto è occupato?>> Mi chiede una puttana corvonero.

<<Davvero ti credi degna di sederti affianco a me?>> Le rispondo freddamente.

Lei accigliata se ne va. Che si azzardi ad avvicinarsi di nuovo.

<<Buongiorno a tutti, ragazzi cari, accomodatevi dove preferite, forza forza>> Dice quella troia della Trelawney.

Mi irrita quella persona, cazzo.

Se solo fosse l'unica.

Continua dicendo qualcosa ma non l'ascolto, non me ne potrebbe fregare di meno. Piuttosto leggo il mio libro. Ci sono ancora le tracce della pagina che quel coglione mi ha bruciato. Fanculo.

Il tempo passa, e sono sempre più presa dal libro. La voce della Trelawney mi fa da sottofondo. Canticchio tra me e me una delle canzoni più emozionanti tra tutte per i miei gusti: "Gym Class".

"Now I'm looking at my phone, should I text you?
I don't wanna sex you, I just wanna bless you
Baby, I'm a priest in the underworld, guess who"

Lil Peep è uno tra i miei cantanti babbani preferiti. Sono convita che nessun'altro sappia esprimere i propri sentimenti in modo migliore.

Dopo istanti che sembravano interminabili, finalmente la lezione finisce. Raccolgo in fretta le mie cose e cerco di lasciare quell'aula prima di soffocare dal pesante caldo e dall'odore fastidioso del tè.

<<Prego la signorina Clarke e il signorino Malfoy di attendere qui un secondo>> Afferma prima che potessi varcare la porta.

E adesso che cazzo vuole?

Non degno Malfoy di uno sguardo, ma al contrario sento i suoi occhi mangiarmi.

<<Arrivederci professoressa, e buona giornata!>> Esclamano quelle lecca culo della Parvati e di Lavanda Brown.

Le fulmino solo guardandole. Le vedo intimorite. Mi piace.

Il biondino, che ha osservato tutta la scena, lascia sfuggire una risatina scomoda.

<<Quindi non sono l'unico che torturi>> Dice inarcando un sopracciglio.

<<Stai zitto prima che ti bruci come hai fatto con la pagina del mio libro>>

E ancora una volta l'ho zittito.

<<Oh ragazzi cari, sedetevi>> Ci incita la Trelawney indicando il portone davanti al camino.

La guardiamo entrambi disgustati e rimaniamo impassibili.

<<Ehm, certamente, allora, volevo informarvi che io e la professoressa Sprout abbiamo assistito allo spiacevole disaccordo che avete avuto questa mattina, e dato che lei, signorina Clarke, va davvero male nella mia materia...>> Viene interrotta dalla fastidiosa risatina di Malfoy.

Il mio sangue ribolle nelle vene.

Giuro la faccio fuori questa puttana.

<<E anche lei Malfoy, visto che non è un genio in Erbologia, avevamo pensato di potervi conciliare facendovi da tutor a vicenda>> Conclude con gli occhi fuori dal viso.

Mi lascio sfuggire anche io una risatina, imitando quella del ragazzo.

<<Ad ogni modo, non ho tempo da perdere facendo queste cose del tipo "viva l'amicizia, aiutiamoci a vicenda". Non ho bisogno di nessuno>> Ringhio visibilmente irritata.

<<Sono d'accordo con te, Clarke>>

<<Allora sarò costretta a dover convocare i vostri genitori, così si occuperanno loro insieme al preside sul da farsi. Buona giornata ragazzi>> Interviene la Trelawney.

Anche lei sa essere una stronza.

No, non posso permettermelo. I miei genitori qui? Oh Merlino, mi uccideranno.

Rivolgo a Malfoy uno sguardo e lui fa lo stesso, annuendo.

<<E va bene. Faremo come volete>> Dico e mi pento di averlo fatto, ma non ho altra scelta.

<<Meraviglioso! Arrivederci ragazzi>> Finisce la puttana.

<<Troia di merda>> Sussurro furiosa uscendo.

Non poteva capitarmi cosa peggiore.

DRACO'S POV.

Perfetto direi.

La troia della Trelawney ci ha obbligato a farci da maestrine di sostegno a vicenda. Non posso permettere che i miei genitori vengano qui però. Solo Merlino sa cosa potrebbero fare... Nulla di buono di sicuro. Neanche tanto mia madre, lei è una fottuta cagnolina che non può mai dire la sua; è dipendente da quel verme che ha sposato.

Mio padre.

Al sol pensiero rabbrividisco. Il sangue ribolle nelle mie vene al ricordo di quello che ha fatto e che sta facendo ancora a me e a mia madre. È a causa sua se la mia vita fa schifo, se la notte non dormo perché sogno ogni singola cattiveria che mi fa passare, se sono rassegnato a diventare un assassino, se devo fare quello che mi dice, se non ho una spalla sua cui piangere o sfogarmi.

Fin da piccolo sono cresciuto con la loro freddezza. Mai un segno d'affetto. Tutte le torture che mi perseguitavano quando provavo a dire di "no".

Crucio.

Imperius.

A questo si spingeva. E nessuno lo fermava, neanche le mie grida di dolore.

Preferisco morire piuttosto che diventare uno stronzo come lui.

Maledetto.

<<Alle 21 in camera mia, Clarke. Non fare tardi.>> Affermo furioso per lo stupido incarico che ci hanno assegnato.

<<Oh no caro mio. Io non metterò piede in quel buco dove ti sei scopato tutta la scuola. Puoi starne certo.>> Mi risponde la ragazza continuando a scendere le infinite e pericolanti scale a chiocciola, affrettandosi ad andare nella sua camera, presumo.

Cazzo. Non mi era mai capitato di dover obbligare una fottuta puttana a venire nella mia stanza.

Ma lei non è come le altre.

Non te la farò vincere di nuovo.

Fanculo.

<<Bene, allora vorrà dire che dovrò riferire alla cara professoressa Trelawney che tu non vuoi ricevere il giusto aiuto, dato che, come lei ha spiegato, fai abbastanza schifo in Divinazione>> So di aver fatto colpo.

Si ferma su uno scalino e mi fulmina con lo sguardo.

Piccola puttana.

<<Non osare offendermi Malfoy, se non vuoi che ti strappi uno ad uno quei tuoi fottuti capelli e che poi ti appenda come striscione al muro>> Sputa duramente.

L'ho fatta incazzare. Mi piace.

Lo sai vero che ne sarebbe capace?

Sì, lo so.

<<Bene, allora alle 21 in camera mia. Non fare tardi, ragazzina>> Esclamo rivolgendole il mio ghigno migliore e lasciandola sola nella Torre del Nord, uscendo prima di lei.

Anche se non mi giro per guardarla, so benissimo che vorrebbe uccidermi in questo momento.

Che piccola puttana.

ANNE'S POV.

<<Alle 21 in camera mia, Clarke. Non fare tardi.>> Mi sento chiamare dal ragazzo.

Crede davvero che andrò nella sua fottuta stanza?

Povero illuso.

<<Oh no caro mio. Io non metterò piede in quel buco dove ti sei scopato tutta la scuola. Puoi starne certo.>> Ringhio scendendo in fretta le scale.

Voglio solamente andarmene da questo cazzo di posto.

<<Bene, allora vorrà dire che dovrò riferire alla cara professoressa Trelawney che tu non vuoi ricevere il giusto aiuto, dato che, come lei ha spiegato, fai abbastanza schifo in Divinazione>> Ho sentito bene? Quel lurido bastardo ha osato offendermi?

<<Non osare offendermi Malfoy, se non vuoi che ti strappi uno ad uno quei tuoi fottuti capelli e che poi ti appena come striscione al muro>> Mi fermo e lo guardo incazzata nera.

Sa benissimo che sarei capace di farlo.

<<Bene, allora alle 21 in camera mia. Non fare tardi ragazzina>> Dice sorpassandomi ed uscendo dalla Torre del Nord, lasciandomi sola e con il suo sorrisetto fastidioso.

Non posso permettermi di far venire qui i miei genitori. Assolutamente no cazzo. Ricordo come se fosse ieri quel "Sectumsempra" detto come un sussurro, al mio orecchio. Il dolore iniziava a viaggiare per tutto il mio corpo. Un dolore atroce. La vista offuscata dal sangue che scorreva ininterrottamente da ogni parte della mia fragile e delicata carne. Non urlavo né parlavo, non mi era permesso. Le lacrime rigavano il mio viso, cadendo con un leggero ticchettio nascosto dai miei fragili singhiozzi. Ero seduta immobile in una maledetta sedia dell'enorme tavola da pranzo. Mi madre piangeva, lo ricordo bene. Ma anche lei non emetteva alcun rumore. Ormai ciò ho fatto l'abitudine a sopportare un "Crucio", ma il "Sectumsempra" mio padre non l'aveva mai usato. Il suo viso soddisfatto mentre guardava la sala riempirsi di sangue. Bastardo. Tutto perché andavo male in più di una materia, e avevo risposto indietro ad un professore.

Coglione.

Il cantar degli uccellini mi risveglia dai miei cupi pensieri.

Cazzo, sono ancora qui, ferma sullo stesso scalino nella Torre del Nord.

Mi guardo velocemente intorno. Non c'è nessuno, solo ripidi scalini sotto di me e disgustevoli muri scrostati di pietra ai miei lati. Riprendo la mia camminata velocemente.

Per Salazar, che fastidio i corridoi. Ci sono sempre innumerevoli coppiette che si sbaciucchiano, puttane invidiose che sparlano delle loro coetanee, stupidi ragazzi che si mettono in mostra raccontando ai loro amici di come hanno scopato quella tipa. Ogni singolo particolare. Nulla viene tralasciato. Ridicoli.

Mi dirigo frettolosamente verso la prossima aula: Antiche Rune.

Cazzo che merda.

Chapter 4: -CHAPTER 4-

Chapter Text


Un altro pomeriggio intero passato nella mia dannata stanza.

Sono stata abituata fin da piccola a stare in solitudine, ormai mi ci trovo bene.

Il sole rischiara le acque del Lago Nero e questo crea una luce verde molto soffusa, la quale illumina dolcemente la mia lettura. Sono come al solito seduta sul divanetto di pelle, leggermente rovinato dai graffi di Fiona. Anche lei è qui con me, sta appollaiata vicino alle mie gambe. Sorseggio il mio tè, immersa nella lettura. A volte mi distraggo per salutare qualche sirena che è venuta a farmi visita bussando alla mia finestra; gli abitanti del lago e la mia civetta sembrano gli unici qui dentro ad essere miei amici. In realtà non sembrano, lo sono. Blaise e io ci parliamo a malapena; abbiamo sempre lezioni differenti, quindi ci incontriamo davvero poco.

Un coinvolgente silenzio ricopre la mia camera. Sto così dannatamente bene. Fiona dorme, il sole inizia a calare e di conseguenza la mia stanza s'incupisce. Nel mentre finisco il mio tè e poso la tazza sul tavolino.

Dovresti dare una pulita a questa stanza.

Sì cazzo, forse sarebbe meglio farlo adesso.

Confermo.

Prendo un sacco nero, non ho idea del motivo per il quale io lo abbia.

Non ricordi? Lo avevi chiesto a Blaise per sbarazzarti del cadavere di Pansy, la quale avresti ucciso istanti dopo. Ma non l'hai fatto, perché eri ubriaca e sei svenuta, come al solito.

Oh, giusto! Quella puttana aveva osato dire che il mio vestito era troppo corto!

Ad ogni modo, parto dalla scrivania: butto con noncuranza tutti i piatti avanzati dalle altre volte, le pergamene rotte, i barattoli di inchiostro finiti e le penne di Fiona che perde dappertutto ogni volta che svolazza. Poi passo al tavolino davanti al camino, e raccolgo le tazze di tè, i cucchiaini da caffè e i fazzoletti sporchi.

Cazzo che casino.

Continuo così, passando per l'armadio, sotto il letto, per il bagno ed infine per i comodini.

<<Hai finito di riarredare la tua fottuta stanza? Stai facendo un casino!>> Esclama duramente Malfoy dalla sua camera, sbattendo con vivacità i pugni contro al muro.

<<Fanculo Malfoy>> Rispondo urlando ancora più forte.

Irritante.

E cazzo, finalmente ho finito. Sbatto esausta il sacco pieno fuori dalla porta della mia stanza.

Sembra come nuova, ho sistemato letteralmente tutto.

Per Salazar sono sfinita.

Non mi accorgo nemmeno che sono le 20 passate ma fanculo, ormai non ho più fame.

Sfortunatamente ricordo che sta sera ho ripetizioni con quel coglione del biondino della porta accanto. Inizio quindi a vestirmi: metto i miei semplici pantaloni della tuta grigi e un reggiseno sportivo nero. Non mi vestirò bene per lui, assolutamente no. Tanto sono fantastica anche così. Raccolgo i capelli in una morbida coda alta e prendo i miei occhiali da lettura. Scarpe da ginnastica, un'abbondante spruzzata di profumo alla cannella, ovviamente, su la toga e sono perfettamente pronta. Mi guardo allo specchio.

Sei meravigliosa, come sempre. Sei migliore degli altri. Sei perfetta.

Certo coscienza, lo so.

Prendo il libro di Divinazione e quello di Erbologia.

Esco dal dormitorio femminile e cammino con sicurezza verso quello maschile, sotto lo sguardo attento delle ragazze. Puttane.

<<Che cazzo avete da guardate?>> Sbraito come al mio solito.

Si voltano immediatamente e tornano a fare quello che stavano facendo.

Che troie.

Il corridoio è buio, illuminato semplicemente dalle candele al muro che creano l'atmosfera di mistero. Non mi dispiace.

Stanza n. 9. L'ultima proprio come la mia.

Mento alto, petto infuori, sicura di me. Perfetta.

Busso ripetutamente finché il ragazzo non apre la porta.

Da quel poco che sbircio, la sua camera è arredata precisamente uguale alla mia, solo che è più ordinata. Stessi muri, stesso divano, stesso camino, stesso letto. Una fotocopia.

Nemmeno lui si è fatto molti scrupoli sull'apparire bene: la camicia fuori dai pantaloni di seta neri, i capelli in disordine senza i chili di gel che mette, ma un forte e quasi soffocante odore di acqua di colonia.

Ammettilo, è attraente.

No, non lo è.

Non convinci neanche te stessa. Anche tu lo trovi attraente.

Ok, lo trovo attraente, ma non farò come quelle stupide puttane che gli sbavano dietro. È sempre e comunque Malfoy.

DRACO'S POV.

Bussano fervidamente alla mia porta. Chi può essere se non lei?

Ero abbastanza titubante sul fatto che venisse. Non si fa convincere facilmente, ma io sono Draco Malfoy.

Speravi che venisse.

No, non lo speravo.

Invece sì.

Apro svogliatamente e quella piccola puttana è lì. Tanto più bassa di me ma con un caratteraccio.

Ha una coda alta, molto disordinata. Porta gli occhiali da lettura, un reggiseno sportivo nero che mette in evidenza il suo spettacolo, dei pantaloni della tuta grigi e delle scarpe nere sportive. La toga Serpeverde le copre le spalle e scende fin sotto le sue ginocchia. In una mano tiene saldamente due libri. Il suo forte profumo alla cannella riempie le mie narici.

Vorresti sfilarle quel reggiseno, eh?

Fanculo.

Ignoro la voce nella mia testa e la squadro con gli occhi.

<<Ti decidi a farmi entrare?>> Domanda con noncuranza, molto altezzosamente.

La solita stronza. Mi fa incazzare come non mai, tuttavia infondo mi piace. Ormai stuzzicarci è diventato un passatempo, e so che anche lei lo adora.

<<Ti fa proprio peccato essere qui, non è vero?>> Chiedo lasciandole il libero accesso.

<<Più di quanto tu possa credere>> E mi rivolge il suo solito ghigno.

Infatti, che stronza. Se fosse stata un'altra mi sarebbe saltata addosso, invece lei riesce a resistere al mio fascino. Come?

Però tu non riesci a resistere al suo. È l'unica che sa tenerti testa.

Vero.

<<Neanche a me piace stare con te, se è per questo>> Dico altrettanto freddamente.

Non vincerai così facilmente di nuovo, piccola puttana.

<<Perfetto>> Sembra quasi seccata.

Forse l'ho ferita.

Coglione.

Perché ti interessi così tanto? Quando insulti gli altri non fai così.

Non mi interessa di lei.

Fanculo.

La scruto mentre si siede sul mio letto. Davvero crede di poter fare così?

<<Qualcuno ti ha detto che potevi sederti?>> Se pensa di entrare nella stanza del sottoscritto e comportarsi come vuole, si sbaglia.

<<Qualcuno ti ha detto di parlare?>> E mi zittisce di nuovo, fanculo.

<<Ti vuoi muovere? Ho altro da fare. Stammi a sentire, inizierò prima io. Tu non farai alcun tipo di domanda o oserai interrompermi, chiaro? Poi continuerai tu con Divinazione>> Esclama con indifferenza.

Piccola puttana. Pensa di avere la meglio su di me.

Illusa.

<<Non prendo ordini da te, ragazzina>>

<<Lo vedremo. Vuoi sbrigarti o no? Ti ripeto, non ho tempo da perdere>>

Dannazione.

Rassegnata, prendo la sedia della mia scrivania e la metto vicino al letto. Mi ci metto sopra svogliatamente.

Adesso ti fai anche dare ordini da una piccola puttana Draco?

Parla senza fermarsi, leggendo tutti i suoi appunti.

Sembra quasi carina.

È carina, e anche molto.

No, è una stronza puttana.

Però ti piace.

Assolutamente no.

Che noia cazzo. Sto ascoltando ben poco di quello che dice. Sono concentrato sul suo profumo alla cannella. È molto particolare e forte.

<<La Nephilia si presenta come un grande albero dal tronco marrone chiaro e nodoso, che raggiunge altezze di quattro o cinque metri. I suoi rami sono interamente ricoperti di piccole foglie dalla forma allungata e sottile. È un sempreverde e la sua tossicità è media. Non appena una creatura vivente gli si avvicina troppo, i rami avvolgono la preda in una morsa stretta ed iniziano a succhiare via l'energia dal suo corpo, portandola alla morte. Non ci si può liberare dalla Nephilia, infatti è necessario un inter->> Lascia in sospeso la frase mentre mi alzo sotto il suo sguardo attento.

Vado verso il lettore CD e metto una canzone: "Daddy Issues". Nel mentre non smetto di guardarla, lei fa lo stesso. I nostri occhi si mangiano a vicenda, quasi come se fossimo ipnotizzati l'uno dall'altro.

Appena la canzone parte si lascia sfuggire una risatina.

<<Perché ridi?>> Chiedo curioso. La sua risata è contagiosa ed influenza anche la mia. Non sono i soliti ghigni che facciamo...Stiamo ridendo insieme per davvero.

<<Niente>> Risponde, non ha quel tono freddo e distaccato. Sembra divertita.

Inarco un sopracciglio e torno a sedermi sulla sedia a rovescio, con lei che legge vivamente i suoi appunti. Ma non nello stesso modo di prima. Quasi in modo... dolce.

ANNE'S POV.

<<Ti vuoi muovere? Ho altro da fare. Stammi a sentire, inizierò prima io. Tu non farai alcun tipo di domanda o oserai interrompermi, chiaro? Poi continuerai tu con Divinazione>> Ringhio.

O mi sta a sentire, o me ne vado. Avrei di meglio da fare sicuramente.

<<Non prendo ordini da te, ragazzina>> Odio quando mi chiama "ragazzina". Come se fossi più piccola di lui.

Povero illuso.

Non lo pensi davvero, ti piace passare del tempo con lui in fondo.

No.

Oh sì. Sapete tenervi testa voi due. Si potrebbe quasi dire che lui sia bravo quanto te.

Non lo è.

Aspetta e spera.

<<Lo vedremo. Vuoi sbrigarti o no? Ti ripeto, non ho tempo da perdere>> Continuo infastidita.

Si alza e va a prendere la sedia della sua scrivania. La mette proprio davanti a me. Si siede al contrario svogliatamente e poi mi guarda. I suoi occhi grigi sembrano fondersi con i miei. Pochi centimetri dividono i nostri visi.

Cosa cazzo stai dicendo? Torna in te.

Giusto.

Inizio a leggere i miei appunti di Erbologia sulla Nephilia.

<<Allora la Nephilia si presenta come un grande albero dal tronco marrone chiaro e nodoso, che raggiunge altezze di quattro o cinque metri. I suoi rami sono interamente ricoperti di piccole foglie dalla forma allungata e sottile. È un sempreverde e la sua tossicità è media. Non appena una creatura vivente gli si avvicina troppo, i rami avvolgono la preda in una morsa stretta ed iniziano a succhiare via l'energia dal suo corpo, portandola alla morte. Non ci si può liberare dalla Nephilia, infatti è necessario un inter->> Vengo interrotta.

Cazzo Malfoy.

Si alza e si avvicina al lettore CD, continuando a guardarmi.

Cosa vuole fare ora? Regalarmi un balletto?

Magari nudo.

Che mente perversa.

Ed ecco che parte la canzone "Daddy Issues". La ascolto quando voglio viaggiare con la mente, e mi aiuta di certo.

Non me l'aspettavo ed inizio a ridere come un'ebete. Proprio in un momento come questo.

<<Perché ridi?>> Mi domanda pettegolo, sorridendo a sua volta. Quello non è un ghigno, ci metto la mano sul fuoco.

<<Niente>> In realtà, non lo so nemmeno io.

<<Dunque, stavo dicendo che c'è bisogno di un intervento esterno...>> E continuo a leggere i miei appunti con un tono più dolce.

Non avrei mai pensato di trovarmi con Malfoy, in camera sua, a ridere su qualcosa di totalmente banale.

Anche se non lo posso vedere, giuro che i suoi occhi non mi hanno lasciata per un secondo.

È attraente.

No, Anne.

La canzone fa da sottofondo a ciò che dico. Non è stata una brutta idea metterla.

<<Hai capito?>> Chiedo appena ho finito di spiegare.

<<Sì signore>> Esclama facendosi beffe di me.

<<Tieni, ne ho fatto una fotocopia, così puoi studiare da qui>> Se proprio devo fare una cosa, la farò bene, indipendentemente da quale essa sia.

Prende il foglietto e lo appoggia con cura sulla sua scrivania; poi torna a sedersi.

<<Divinazione dipende solamente dal tuo "Occhio Inferiore">> Inizia sistemandosi sulla sedia.

Il mio fa schifo, ma non lo ammetterò mai, devo dare l'impressione di essere perfetta, impeccabile.

<<Il mio c'è ma è un po' difettoso>> Dico sulla difensiva.

<<Bene, allora la soluzione è inventare tutto>> Rimango accigliata.

<<Ma che cazzo>>

Giuro che se mi sta prendendo in giro lo Crucio.

<<Credi davvero che le mie stelle dicano "a novembre una grande catastrofe ti colpirà, fai molta attenzione">> E ripete quello che aveva detto a lezione.

Hai capito il biondino.

<<Credevo fossi più furba, Clarke>>

<<Almeno non sono un'imbrogliona>>

<<Alla Trelawney piacciono le tragedie, quindi il segreto è dargliene>> Non ha tutti i torti.

Hai capito il biondino.

<<Ci vuole immaginazione Clarke, forza scrivi e poi fammi vedere>> Lo guardo confusa.

Ma se è questa la soluzione, al diavolo la logica.

Inizio a dare spazio alla mia immensa immaginazione, scrivendo le stronzate più colossali.

E dopo neanche 10 minuti ho finito.

<<Ecco qua>> Dico fiera.

<<Sentiamo>>

<<Bene, allora a novembre rimarrò quasi cieca, dopo essere stata colpita da un boccino durante una partita di Quidditch, poi a dicembre le disgrazie saranno dalla mia parte, infatti finirò più di una volta in infermeria, dopo essere accidentalmente caduta dalla mia scopa ed essere stata accoltellata da un mio grande amico. A gennaio sarò colpita da una brutta malattia che non mi farà più camminare, a febbraio, però, mi sarò già rimessa in sesto ma durante una lezione di Cura delle Creature Magiche un grande albero, non ancora conosciuto, mi catturerà e mi taglierà brutalmente un braccio. Marzo sembra tranquillo, se non per il fatto che cadrò in un burrone, invece ad aprile sarò vittima di un attacco da parte di Parvati e Lavanda. A maggio, mentre sarò in biblioteca a studiare, un intero scaffale di libri mi cadrà addosso mentre a giugno perderò il pollice destro, a causa di un lupo mannaro. Fine>> Esclamo tutto d'un fiato.

<<Non ti aspetta un bel futuro, eh Clarke?>> Afferma sarcastico Malfoy.

<<A quanto pare no, ma la Trelawney lo troverà meraviglioso>> Proclamo fiduciosa.

Non ho mai sparato tante cazzate.

Guardo l'orologio e cazzo, sono le 22 passate. Raccolgo le mie cose e mi alzo, andando verso la porta.

<<Ci vediamo Malfoy>>

<<Clarke...>> Mi sento chiamare. Il suo tono di voce non è freddo, sembra quasi chiedere pietà.

<<Grazie>>

Aspetta, cosa? Malfoy che mi ringrazia?

Alzo un sopracciglio, sono sorpresa, eccome.

<<Grazie anche a te>> Stavo per insultarlo, ma non ce n'è bisogno. Tanto già domani mattina ci staremo prendendo a parole.

Chiudo la porta, ancora abbastanza confusa.

Non sapevo fosse capace di ringraziare qualcuno.

Torno in camera, esausta. Lascio con noncuranza i libri sopra la scrivania e mi fiondo sul letto.

<<Buonanotte, ragazzina>> Urla Malfoy dall'altra parte della stanza.

Un sorriso cresce sul mio viso, e per fortuna non può vederlo.

<<Buonanotte, perdente>> Mi limito a questo, ancora con quel sorriso da ebete stampato in faccia.

Sei stata bene con lui.

Giusto un po'.

Chiudo gli occhi e mi addormento, lasciando i miei pensieri vagare liberi.

Chapter 5: -CHAPTER 5-

Chapter Text


Le lacrime rigano silenziosamente il mio viso, cadendo sull'ormai inzuppata federa del cuscino.

È una routine.

Ogni sera, ogni singola sera.

Non riesco mai a dormire. I miei pensieri, i miei ricordi, le mie preoccupazioni riaffiorano proprio quando non dovrebbero, lasciandomi distrutta.

Di giorno sono una lurida puttana, ma la notte sono vulnerabile, fragile, debole, danneggiabile.

Non ricordo l'ultima volta che ho dormito tranquillamente. Forse da bambina. Per il resto sono cresciuta piangendo senza far rumore, perché non sono abbastanza forte, o per la mia famiglia, o perché sono un mostro.

Parlo male di mia madre, di mio padre, ma infondo sono esattamente come loro.

A questo penso, quando gli altri stanno beatamente sognando il ragazzo o la ragazza che amano, il loro desiderio più grande, o anche semplicemente un cane a tre teste che balla la salsa.

Fanculo.

Non ho nessuno con cui parlarne, inoltre.

Giro la testa dall'altro lato del cuscino, provando a scacciare qualsiasi cosa mi passi per la testa. E per fortuna funziona.

DRACO'S POV.

07:00.

Fanculo.

Mi stiracchio e ancora mezzo addormentato vado verso il bagno. Ho bisogno di una doccia.

Sfilo i boxer, l'unico indumento che portavo ed apro l'acqua. Fredda come piace a me.

Mi ci ficco sotto e cazzo, non c'è nulla di meglio se non un getto d'acqua gelata sulla schiena di prima mattina.

Porca puttana.

Insapono i miei capelli biondo platino con il tanto adorato shampoo alla menta, massaggiando delicatamente.

E penso a lei.

Cazzo, è una piccola puttana, stronza come non so cosa ma ieri sera non era così. Oh no che non lo era.

Mi è venuta voglia di infastidirla. Ti farò passare l'inferno, Clarke.

Continuo ad insaponarmi, ora il corpo. Minuscole goccioline si posizionano sui miei addominali, mi diverto ad unirle cercando di formare un disegno. Tanto nessuno mi può vedere.

Avvolgo il mio corpo tonico nell'accappatoio costosissimo, mi asciugo in fretta e inizio a vestirmi.

Il sole non è ancora sorto e la mia stanza è alquanto buia, però mi piace. Gentili scie di luce si fanno vedere, pian piano, ed illuminano in modo flebile l'angolo in cui si trova il divanetto di pelle. Mi affaccio alla finestra che da sul Lago Nero e mi incanto. A volte, quando sono pensieroso, mi metto qui ad osservare ogni singolo movimento che viene provocato sott'acqua. Mi sembra di essere all'interno di un acquario. Mi fa sentire quasi impotente davanti a tutta quella meraviglia.

Indosso i pantaloni neri, la camicia bianca stirata impeccabilmente e la cravatta, leggermente allentata. Su la toga, le scarpe e ovviamente la mia acqua di colonia. Non può mai mancare.

Ultima pettinata ai capelli e sono pronto. Lindo e perfetto come sempre.

Chiudo la porta dietro di me e mi dirigo in Sala Grande per fare colazione.

Non mi abituerò mai alla sensazione di vuoto che provocano questi dannati corridoi. Sembrano infiniti. I muri di pietra ti danno l'idea di essere gelidi, anche se non li hai toccati. Il sole inizia a battere contro le finestre, ed illumina la mia figura.

Continuo dritto e sicuro.

Gli altri mi devono temere.

ANNE'S POV.

Dopo essermi accuratamente preparata, indossando la mia bianca camicia e mettendola all'interno della stretta gonna di seta nera, con un leggero filo di trucco per nascondere le pesanti occhiaie e aver messo un generoso strato del mio amato profumo alla cannella, esco dalla mia soffocante stanza indossando la solita maschera di tutti i giorni: la ragazza stronza, puttana, da non infastidire se non vuoi vederti appeso al muro dell'aula di pozioni, ma che in realtà è fragile come un bicchiere di vetro. Basta un solo movimento brusco per farmi crollare, e questo puntualmente arriva la notte, dove sfogo ogni mia mancanza.

Camminata sicura, altezzosa, da regina.

Fulmino con un'occhiataccia chiunque osi guardarmi male.

Patetici.

La mia divisa, rispetto gli scorsi anni, è diventata incredibilmente aderente, e questo mette in risalto le mie incredibili curve. Devono essere invidiose quelle puttane, mentre quegli idioti devono desiderarmi.

Ho abbastanza autostima ma un ego smisurato. Posso piangere dalla mattina alla sera per un mio difetto ma pensare di essere comunque migliore di tanti. Devo piacere. Devono essere attratti da me. Non mi interessano loro tanto lo sguardo stregato che hanno mentre parlo. Non mi interessano neanche le loro attenzioni, anzi, voglio solo sentirmi la meglio.

Perfetta.

Vado a fare colazione in Sala Grande, probabilmente sarà l'unico pasto della mia giornata, come sempre. Odio stare in quel posto; ci sono troppe persone e non mi permettono di concentrarmi.

Fanculo.

Sento i pettegolezzi delle stupide oche; non fanno altro che colpire il mio ego.

Puttane.

Mi avvicino apparentemente calma. Loro sono confuse, mi guardano con occhi da cerbiatto e smettono immediatamente di parlare, come se non le avessi sentite.

Illuse.

<<Osate parlare male di me ancora e non mi farò problemi ad usare una Maledizione senza Perdono su di voi. Potete esserne certe>> Ringhio puntando verso di loro la mia bacchetta.

Indietreggiano spaventate fino a toccare il freddo muro di pietra dei corridoi.

<<Patetiche oche>> Sputo ridendo di gusto.

I loro occhi rivelano tutte le insicurezze che le perseguitano. Leggo la loro mente, con il potere della Legilimanzia. Hanno fatto bene quei due idioti ad insegnarmela; la uso quando, come, con chi e dove voglio.

<<Ah, cara Emily, quindi speri che io ti risparmi? Sei stata fortunata solo per questa volta, o forse no>> Esclamo incendiando la lettera che teneva salta in mano, continuando a ridere.

"Come fa a sapere che lo stavo pensando?" Si domanda ininterrottamente quella lurida mezzosangue.

Le saluto, per dire, con il mio ghigno e continuo a camminare, come se non fosse successo nulla.

Se c'è una cosa che non devono assolutamente fare, è parlare male di me. Ma devo ammettere che poi mi diverto a dare loro punizioni, proprio come se fossi il diavolo in persona. Leggo la loro mente, i loro pensieri, tutto. Per non parlare delle loro facce. Chiedono pietà in trenta lingue diverse. Patetici.

<<Brutti guai per le puttanelle vedo>> Afferma Malfoy, che ha assistito alla scena, stando fastidiosamente appoggiato alla parete.

<<Questo succede a quelli che non mi portano rispetto>> Continuo a camminare, e lui mi raggiunge al mio passo.

<<Non sei nessuno Clarke>> Osa davvero? Come cazzo di permette questo lurido senza cervello.

<<Tu non sei nessuno Malfoy, non fare lo sbruffone, non ti conviene>> Esclamo non degnandolo di uno sguardo.

Fanculo.

<<O cosa mi farai? Incendierai un altro mio anello? Penosa ragazzina>>

Non doveva dirlo. Cazzo se non doveva.

<<Everte Statim>> Dico senza l'uso della bacchetta, e improvvisamente quell'idiota di Malfoy viene scagliato a diversi metri di distanza.

Me la rido e lo guardo facendogli il dito medio.

È fermo sul pavimento, non si muove ma osserva ogni mia mossa. I suoi occhi fanno capire quanto sia incazzato.

Perfetto.

Continuo a camminare determinata, fiera di quello che ho fatto.

Fanculo Malfoy. Questa guerra l'ho già vinta in partenza.

DRACO'S POV.

Arrivo nel momento perfetto, se la sta prendendo con due piccole troie che l'hanno offesa.

Mi dispiace per voi ragazze.

<<Brutti guai per le puttanelle vedo>> Dico quando si accorge della mia presenza.

Non si smuove quando tortura qualcuno. Rimane calma anche se dentro sta esplodendo.

<<Questo succede a quelli che non mi portano rispetto>> Afferma sicura di sé.

Piccola puttana.

<<Non sei nessuno Clarke>> Ho colpito il suo ego.

So che è incazzata di brutto.

<<Tu non sei nessuno Malfoy, non fare lo sbruffone, non ti conviene>>

La ragazzina vuole fare la dura con me? Con Draco Lucius Malfoy? Povera illusa.

<<O cosa mi farai? Incendierai un altro mio anello? Penosa ragazzina>> La provoco.

Eccome se è incazzata. Siamo osservati da ogni parassita presente in questo fottuto corridoio.

<<Everte Statim>> In un nano secondo vengo catapultato a metri di distanza da dov'ero prima.

Non ha usato la bacchetta, le è bastato pronunciarlo.

Adesso sono io quello incazzato, disteso sul pavimento a guardarla con occhi spietati. Mi fa il dito medio e continua a camminare, sculettando.

Piccola puttana.

Me la pagherai cazzo, puoi starne certa.

Tutti gli occhi sono rivolti a me.

<<Volete che faccia lo stesso con ognuno di voi?!>> Grido infastidito, e ogni persona presente nel corridoio torna a fare ciò che stava facendo.

Mi alzo e mi stiro i vestiti con le mani. Riprendo a camminare con l'intento di vendicarmi.

Mi hai disonorato, adesso ti faccio fuori.

ANNE'S POV.

Cambio di programma, fanculo la colazione. Dopo quello che è successo mi è passata pure la fame.

Cammino per corridoi deserti, illuminati dalla luce flebile del sole. Dalle finestre si nota il grande giardino di Hogwarts, la piccola e insulsa casetta del guarda-caccia, l'acqua brillante e oscura del Lago Nero e migliaia di graziose farfalle che svolazzano per l'immenso cielo.

Cazzo, quanto vorrei essere libera e spensierata come loro.

Vado nella Torre di Astronomia, l'unico posto, oltre alla mia stanza, dove mi sento al sicuro.

Salgo le centinaia di scale, con un respiro affannato, irregolare. Nonostante la fatica per arrivarci, non abbandonerei mai questo posto.

È sempre vuota, non ci viene mai nessuno; è usata solo per studiare le stelle, ma di sera.

E finalmente eccomi; il pavimento con le assi di legno rovinate e bucherellate, la grande e maestosa riproduzione della Terra con le sue orbite appesa magicamente al soffitto, mentre sotto di essa, la riproduzione della Luna. Gli ampi varchi che fungono da finestre, rivelando un magnifico panorama: quasi tutto l'intero Lago Nero, le colline scozzesi, la Sala Grande e le serre di Erbologia.

Mi siedo per terra, con le gambe incrociate e continuo a leggere il mio libro indisturbata, ascoltando il gentile verso degli uccellini. Nel mentre canticchio "Day in Paris".

Che vibes.

Non voglio andare a lezione questa mattina. Non riuscirei a sopportarlo.

Magari potresti vedere Malfoy.

Ancora peggio.

Non ti credo.

Non mi rendo neanche conto di essere qui da più di due ore. Ero ipotizzata.
Però ho fame, cazzo.

Raccolgo tutte le mie cose e scendo cautamente le ripide ed infinite scale.

Che palle.

Vado in Sala Grande e mi siedo nella mia solita postazione. Inizio a riempirmi il piatto con broccoli, del pollo e bevo il mio succo di zucca.

Fa sboccare ma sto morendo di fame.

Fanculo.

Mangio in fretta, scorrendo l'orario per capire che lezione avrò dopo.

<<Prima volta che non ti vedo con un libro in mano>> Esclama Malfoy, sedendosi davanti a me.

<<La finirai mai di rompere i coglioni?>>

<<Abbassa le ali ragazzina>>Sputa duramente con un ghigno.

Illuso.

<<Tu invece dovresti imparare ad usarle le ali, visto che sta mattina ti ho scaraventato facilmente in aria, perdente>> Ringhio sottolineando l'ultima parola.

E lo zittisco di nuovo. Non puoi farci nulla Malfoy.

Finisco di mangiare in fredda e mi catapulto nell'aula di Trasfigurazione.

Chapter 6: -CHAPTER 6-

Chapter Text


DRACO'S POV.

Fanculo.

È da più di un'ora che continuo a girarmi e rigirarmi sul mio fottuto letto, tuttavia non riesco a dormire.

Troppi pensieri.

Troppe paure.

Draco Malfoy che ha paura? Sembra quasi una barzelletta, ma è così.

Eccome se è così.

Ho paura di diventare come mio padre, un lurido bastardo. Ho paura di non essere abbastanza. Ho paura della mia vita.

Cazzo.

Non sopporto l'idea che mia madre adesso sia a casa con quel verme, nello stesso letto. Chissà cosa potrebbe farle. Lei non se lo merita, non è mai stata come lui. Ha sempre cercato di proteggermi, ma non ce l'ha fatta. Non dimenticherò mai i suoi occhi che supplicavano "smettila" a mio padre, quando con forza e violenza danneggiava la mia schiena a suon di colpi di cintura.

Io non dicevo nulla, non mi era permesso. Subivo e basta.

Fanculo.

Impazzirò se starò un minuto in più in questa maledetta stanza. Ho bisogno di aria.

ANNE'S POV.

"Sectumsempra"

Come un sussurro, la sua faccia soddisfatta, il dolore che inizia a scorrere per il mio corpo, le urla che vorrei emettere ma che trattengo, la mia posizione composta, sguardo impassibile. Mia madre che piange, piange ma non fa nulla. Si gode lo spettacolo. Migliaia di coltelli che perforano il mio torace, i capelli che sembrano venire tolti uno ad uno, gli occhi fuori dalla testa, le gambe tagliate con delle cesoie. Sangue, sangue dappertutto.

<<Devi capire quello che hai fatto>> Dice ghignando quel verme di mio padre.

Cosa ho fatto? Risposto di no ad un tuo ordine?

<<Smettila>> Esclamo a denti stretti.

Non ce la faccio più, non riesco a sopportarlo.

<<Stai zitta>> Urla.

Urla.

Si permette anche di urlare?

Il sangue continua a scorrere, mischiandosi con le mie lacrime e lui se n'è va, portando con sé anche mia madre.

Ed io rimango sola, come sempre, ricoperta di sangue. Sto morendo.

Ma poi apro gli occhi.

Fanculo, era solo un sogno.

Le lacrime continuano a rigare il mio viso, i capelli in disordine, respiro irregolare, la mia camicia da notte fradicia di sudore. Sono sconvolta.

Non è la prima volta che sogno mio padre torturarmi. E questo è anche uno dei principali motivi per cui non dormo.

Sto impazzendo.

Continuo a piangere.

Ho bisogno di aria: Torre di Astronomia.

È il primo posto che mi passa nella mente e non me lo faccio dire due volte.

Indosso la lunga toga di corsa, tra i miei singhiozzi, e apro il secondo cassetto del comodino. Eccoti qua! Raccolgo la bottiglia di alcool, una tra le tante che tengo nascoste e mi precipito fuori da questa soffocante stanza.

Cammino in fretta, cercando di non fare rumore. Non riesco a trattenere le lacrime. È solo colpa di mio padre se sono ridotta così.

Fanculo.

Ormai la strada la so a memoria, dopo tutte le migliaia di volte in cui mi sono rifugiata.

I miei capelli sono sparsi ovunque, senza un minimo di ordine. La stretta maglia nera che indosso non arriva neanche alle ginocchia, mentre la toga mi copre quel poco di pelle nuda sulle braccia. Se qualcuno mi vedesse così...

Sembrano passate ore, ma finalmente inizio a vedere un immenso cielo stellato. Mi sento quasi confortata.

Butto il mio peso per terra, con le ginocchia al petto, mentre piango e singhiozzo ininterrottamente. Apro la bottiglia d'alcool che mi ero portata e bevo un bel sorso.

La testa è china; sembro una bambina viziata a cui non hanno comprato il gelato.

Patetica.

<<Clarke?>> Mi sento chiamare.

Cazzo. Sono fottuta.

Alzo di fretta lo sguardo e vedo Malfoy in piedi davanti a me. Sembra si sia appena svegliato: ha occhiaie, capelli arruffati, dei pantaloni della tuta grigi che lasciano viaggiare pensieri, un'aderente maglietta che scolpisce il suo corpo.

Asciugo velocemente le lacrime, fingendo di stare bene.

<<Che vuoi Malfoy? Mi perseguiti?>> Sputo duramente.

Una scia di luce lunare illumina il mio volto distrutto.

Ci mancava solo questa.

<<Stai piangendo?>> Domanda perplesso.

No Malfoy, me le sono disegnate con i pastelli le lacrime sul viso.

Cazzo ma ce la fai?

Non rispondo. Forse è meglio.

Si siede accanto a me, molto delicatamente.

Sto per scoppiare, meglio che me ne vada.

<<Che succede?>> Non è la solita voce che usa quando ci stiamo insultando.

Mi giro e mi butto tra le sue braccia.

Ma cosa fai Anne?

Non lo so.

Perché stai abbracciando il tuo peggior nemico?

Non lo so.

Ma lui lo approfondisce, tenendomi stretta, quasi come se capisse tutto il mio dolore.

DRACO'S POV.

E sono di nuovo sulla Torre di Astronomia, dove in momenti come questi vorrei solo buttamici.

Guardo le stelle. Mi hanno sempre affascinato. Sono frammenti di qualcosa ma brillano, eccome se brillano. A volte vorrei essere come loro. Vorrei splendere sempre.

Ma tu splendi sempre Draco.

Certo, ma non sempre.

Contemplo il magnifico paesaggio che ho davanti, e questo mi aiuta a rilassarmi.

Non so per quale motivo.

Aspetta ma- Quelli erano dei singhiozzi? Non sono solo?

Mi giro di scatto, e vedo una minuta figura accucciata a terra. Probabilmente non si è nemmeno resa conto della mia presenza.

Un'inebriante ventata mi fa assaporare la cannella, e come potrei non riconoscere quel profumo.

Mi avvicino cautamente. Perché è così?

<<Clarke?>>Domando vago, anche se so benissimo che è lei.

<<Che vuoi Malfoy? Mi perseguiti?>> E anche in momenti come questi, il suo orgoglio si fa sentire.

Puoi biasimarla, tu fai lo stesso.

È accovacciata sul pavimento, con la testa china, ma appena le parlo mi guarda. È distrutta. Gli occhi rossi da quanto ha pianto, le continue lacrime che rigano il suo viso.

Il suo perfetto viso.

La stretta e corta maglia che indossa fa spazio all'immaginazione. I suoi capelli sono in disordine e la toga le copre inutilmente le braccia.

Bellissima.

<<Stai piangendo?>> Non avrei mai creduto di poterla, anche solo minimamente, vedere così fragile, così debole.

Non risponde, si limita a guardare a terra.

Siediti accanto a lei, ha bisogno di qualcuno, metti da parte il tuo ego.

Così faccio.

Mi accovaccio delicatamente al suo fianco, con la schiena contro al muro.

<<Che succede?>> Chiedo retoricamente ma lei non risponde.

Si getta di colpo tra le mie braccia, in cerca di comprensione.

Non so che fare, non me l'aspettavo.

Ok, fanculo.

La tengo stretta a me, mentre si sfoga piangendo.

Il suo forte profumo di cannella rivitalizza le mie narici, il suo piccolo corpo è nelle mie mani praticamente, la sua toga le copre le gambe.

Fanculo.

Guardo di lato, e affianco a lei vedo una bottiglia.

<Alcool, Clarke?>> Esordisco inarcando un sopracciglio. Lei ride.

Ti farà dannare Draco.

Lo so.

<<Ne vuoi un po'?>> La sua voce è spezzata tra i singhiozzi. Non ha voglia di litigare.

<<Me lo chiedi pure?>> Affermo e mi allungo per prendere la bottiglia, mentre le si siede con la schiena contro al muro.

Ed eccoci qua, io e la mia peggior nemica a parlare di notte, con una bottiglia d'alcool tra le mani, dei nostri problemi. Lei mi racconta delle sue incomprensioni, dei suoi genitori, di come quel coglione del padre la tortura. Non ne ha mai parlato con qualcuno, si capisce dal modo in cui si esprime, quasi con vergogna. E io le racconto dei miei problemi, che sono i suoi stessi. Sempre quei fottuti genitori di mezzo.

E parliamo, parliamo, parliamo.

Anche delle cose più stupide.

Stai bene.

È l'effetto dell'alcool.

No, non credo.

Sì invece.

La ragazza poggia la testa sulla mia spalla. Credo sia ubriaca fradicia.

Osservo i suoi occhi chiudersi, i suoi capelli gentilmente adagiati su di me, le sue gambe piegate in segno di rassegna, il suo respiro regolare, il suo volto terso baciato dalla Luna.

È attraente.

Forse.

Aspetta, ma non si sarà mica addormentata?

La scuoto leggermente, cercando di svegliarla.

<<Clarke, andiamo>> Quasi lo sussurro.

<<Hm>> Mugugna.

Fanculo, è andata.

Mi alzo e la prendo a mo' di sposa.

Sembra una bambina.

Potrebbe definirsi quasi pacifica in questo momento.

Scendo pian piano le infinite scale, cercando di non disturbarla; ci mancherebbe solo che si svegliasse in questo momento.

Continuo fino ad arrivare alla sua stanza.

<<Alohomora>> Dico finemente per aprire la porta.

La sua camera è precisamente uguale alla mia, solo più in disordine. Ogni singolo mobile, ogni singolo dettaglio è uguale alla mia stanza. Curioso.

La adagio delicatamente sul letto, facendo attenzione.

<<Buonanotte Malfoy>> La vedo sorridere.

<<Stronza>> Esclamo divertito ed esco, con uno stupido sorriso da ebete stampato in faccia.

Che stronza.

Però l'hai adorato.

No.

.

Io e lei siamo nemici, non potremmo mai volerci bene.

Ma infondo tu gliene vuoi.

Fanculo.

Chapter 7: -CHAPTER 7-

Chapter Text


Cosa stracazzo è successo ieri sera?

Mi sono davvero aperta così tanto con uno sconosciuto?

Lui non è uno sconosciuto.

Più o meno.

Non l'ho mai raccontato a nessuno, letteralmente. Però è stato bello liberarmi una volta per tutte, raccontare le mie debolezze e scoprire che abbiamo più cose in comune di quante pensassi.

C'è qualcosa tra voi.

Odio puro.

Non ci sarà mai odio.

In effetti; ci stuzzichiamo a vicenda ma non ci odiamo, no. È l'unico che sa tenermi testa, che non si arrende appena faccio o dico qualcosa. E questo mi fa impazzire, cazzo.

Ieri è stato così strano: io ero a pezzi, e a quanto pare pure lui, poi c'è stato quell'abbraccio, quel fottuto abbraccio. Mi sentivo protetta, come se anche lui mi capisse. Poi abbiamo iniziato a bere e a confessarci l'un l'altro sulle cose che ci tormentano, mentre un cielo stellato vegliava su di noi. Ero in tutti i sensi distrutta, così lui mi prese in braccio e mi portò nella mia stanza. Un gesto carino, che non assocerei a Malfoy a primo impatto.

Sono le 07:00 ed io cerco di fare mente locale, riordinando accuratamente ogni ricordo di ieri sera.

Fanculo, devo prepararmi.

La luce ovattata del Lago Nero rischiara la mia stanza, facendo brillare il divanetto.

Cerco disperatamente le mie pantofole e quando ho la certezza di averle addosso, finalmente mi alzo, andando a sbattere contro alcuni mobili per arrivare al bagno.

Lavo i denti, mi trucco leggermente ma perfettamente, pettino ordinatamente i capelli e vado a cambiarmi, indossando la mia divisa scolastica. La gonna svolazzante slancia la mia bassa figura, mentre la candida camicia mette in mostra le mie curve. Faccio impeccabilmente il nodo alla cravatta e spruzzo esageratamente il mio profumo alla cannella.

Favolosa.

Lo so.

Apro la porta e mi fiondo nella giungla, dove sono la regina. Cammino a passo svelto per arrivare alla Sala Grande, mentre i ricordi di ieri riaffiorano. Spero non tiri fuori l'argomento sta mattina.

Mi siedo e puntualmente arriva quel dannato biondino. Porca troia.

<<Buongiorno, ragazzina>> Esclama sedendosi di fronte a me.

<<Buongiorno, perdente>> Affermo continuando a leggere il mio libro, addentando dei biscotti al miele.

<<Sei sempre su quei libri, guarda che la vita è fatta di altro, lo sai?>> Dice quasi irritato.

Magari la mia vita fosse come quelle dei libri.

<<Guarda che la vita non è fatta solo di stronzate dette alle otto di mattina, lo sai? >> Canticchio imitando la sua voce.

È incazzato, eccome.

Mi guarda storto e inizia a mangiare, mentre io sono sempre più immersa nella mia lettura.

<<Riprenditi Anne, la vita non è fatta solo di libri>> Continua Pansy.

Sta mattina ti uccido, giuro.

<<La vita non è fatta solo di cazzi, sai Pansy?>> E con questa la zittisco.

Malfoy ride di gusto, mentre quella puttana prende il suo bicchiere di acqua e me lo getta addosso.

Sono bagnata fradicia.

Hai le pigne in testa?!

Cazzo ma ce la fai?

La uccido, la uccido fanculo.

Oh cara Pansy, non la passerai bene.

<<Stupeficium>> Esordisco con molta calma, mentre lei cade a terra stordita.

Il biondino mi guarda con aria fiera.

La camicetta bianca stonfa mette in mostra anche le cose meno opportune, ma non mi interessa, voglio solo che quella puttana impari la lezione.

<<Fallo di nuovo se hai il coraggio, lurida troia>> Affermo non scomponendomi, anzi mi alzo delicatamente e me ne vado, sotto gli occhi increduli di tutti.

Ti sei messa contro la persona sbagliata, brutta oca.

DRACO'S POV.

Mentre me la sto prendendo con una matricola Grifondoro, la vedo passare.

Mi fermo quasi come se fossi incantato, ma è solo una piccola puttana.

Un sorrisetto cresce sul mio volto e la seguo, ammirando il suo meraviglioso culo che sembra ballare nella fine gonna di seta nera.

Cammina sicura, decisa, e sa di essere osservata da tutti.

Piccola puttana.

Credo che la soluzione migliore sia non parlare di quello che è successo ieri sera. Direi proprio di no.

Va verso la Sala Grande e si siede sempre attaccata a quel benedetto libro. Ho scoperto che si chiama "Come tu mi vuoi". Interessante.

Prendo posto davanti a lei, con l'obiettivo di stuzzicarla, come sempre.

<<Buongiorno, ragazzina>> Esclamo ghignando.

<<Buongiorno, perdente>> Odiosa. Mi dà sui nervi quando mi chiama "perdente". Ma hai capito con chi hai a che fare piccola puttana?

<<Sei sempre su quei libri, guarda che la vita è fatta di altro, lo sai?>> Dico, ma posso biasimarla, i libri fanno impazzire anche me, solo che nessuno lo sa. Leggo in continuazione, è uno strumento per sfuggire dalla crudele realtà a cui sono destinato.

<<Guarda che la vita non è fatta solo di stronzate dette alle otto di mattina, lo sai? >> Osa farsi beffe di me? Non la passerai bene Clarke.

La guardo con una smorfia, visibilmente irritato. Predo dei biscotti al cioccolato e la mia solita tisana all'ortica e alla menta. Un benessere.

<<Riprenditi Anne, la vita non è fatta solo di libri>> Inizia la troia della Parkinson.

Ma che cazzo vuole?

<<La vita non è fatta solo di cazzi, sai Pansy?>> La zittisce la mia piccola puttana.

La mia piccola puttana, Draco?

Non intendevo quello, io la odio.

La scruto compiaciuto e rido di gusto, facendo capire a Pansy che per me può anche sparire e non tornare più.

Ma poi, alza il bicchiere pieno d'acqua e glielo lancia addosso.

Sei seria? Ma tu hai capito che lei può ucciderti da un momento all'altro?

Posso vedere i suoi occhi bruciare dalla rabbia. Adesso la fa fuori cazzo.

<<Stupeficium>> Esclama con calma, mentre la Parkinson cade a terra senza sensi.

Vai così ragazza!

Fai il tifo per lei?

No, solamente non volevo vincesse Pansy.

Sì, certo...

<<Fallo di nuovo se hai il coraggio, lurida troia>> Sputa con rabbia ma non scomponendosi di un solo centimetro.

Si alza delicatamente come solo lei sa fare e prende il suo libro bagnato. La camicia bianca stonfa mostra il suo meraviglioso seno coperto da un inutile reggiseno. La guardo compiaciuto, mentre lei esce dalla Sala sculettando con gli occhi di ogni singolo presente addosso.

Attraente.

Hai capito la piccola puttana...

Dopo questa mi è passata la fame, raccolgo la mia borsa e cerco di evitare il fastidioso corpo di Pansy sul pavimento. Stupida oca.

Esco e mi dirigo all'aula di Erbologia.

Fanculo, la distruggo la Sprout.

ANNE'S POV.

E sono costretta a cambiarmi, per colpa di quella troia senza cervello. Metto un'altra camicia, solo che è dell'anno scorso, infatti mi sta particolarmente stretta.

Il libro è completamente bagnato, nonostante io abbia fatto diversi incantesimi di asciugatura. È andato, completamente. Se ci sono due cose non mi devono toccare, sono l'ego e i libri, cazzo. Giuro Pansy che se ti trovo in giro ti prendo sotto con un camion. Troia che non sei altro.

Guardo l'orario e noto che alla prima ora abbiamo Erbologia. A quel biondino conviene fare una bella figura e mostrare ciò che gli ho insegnato, oppure prenderò sotto pure lui insieme alla Parkinson.

Mi precipito alle serre. Il sole infrange attraverso le grandi vetrate che le ricoprono. Fa davvero caldo. C'è un'enorme tavolata al centro, su cui sono posate dei vasi per le Mandragole. Insopportabili. Affianco ad ogni recipiente si trovano della para cuffie, veramente orribili.

<<Ti conviene sapere tutto quello che ti chiede, Malfoy>> Dico appena il biondino entra.

Siamo soli in questa odiosa serra.

<<Io saprò tutto, ma non è merito tuo, sappilo>> Ringhia irritato.

Oh fanculo Malfoy.

<<Peccato che se non fosse per me tu probabilmente staresti ancora con le tue insufficienze>>

<<E se non fosse per me tu non avresti mai preso i tuoi 20 punti in Divinazione>>

Crede davvero che io necessiti del suo aiuto? Povero illuso.

<<Tu dici, Malfoy? So fare tutto da sola, non mi serve la tua pietà>> Sbraito freddamente.

Si avvicina a passo svelto a me, rimanendo a pochi centimetri dal mio viso. Non distolgo lo sguardo dal suo. Gli occhi grigi perforano la mia anima, quasi mettendomi in soggezione, ma non lo darò a vedere, puoi starne certo Malfoy.

Aspetta, ma sta davvero cercando di usare la Legilimanzia su di me? Povero Illuso, non sa nemmeno che l'Occulmanzia è la cosa che mi viene meglio.

"Baciami Malfoy"

Ecco a cosa gli faccio credere di star pensando.

<<Davvero ragazzina? Davvero vuoi che ti baci?>> Domanda con un ghigno.

Povero illuso.

<<O forse è solo Occulmanzia, non credi Malfoy?>> Chiedo soddisfatta.

Ci ha creduto veramente!

Mi guarda accigliato, inarcando un sopracciglio.

<<Hai capito la ragazzina>> Mi rivolge una delle sue smorfie migliori.

Oh oh Malfoy, questo è solo l'inizio di tutte le cose formidabili che riesco a fare.

<<Dovresti migliorare, perdente>> Dico stuzzicandolo, toccando il suo petto per allontanarlo.

E che petto ragazzi. Riesco a sentire i suoi muscoli in rilievo e il suo calore.

Attraente.

Non ha tempo di controbattere che la serra inizia a riempirsi e prima di prendere posto gli faccio l'occhiolino.

<<Scansati Jones>> Afferma spingendo il ragazzo che si era messo affianco a me, per poi sedersi lui al suo posto.

<<Mi perseguiti, Malfoy?>> Chiedo rivolgendogli uno sguardo malizioso.

<<Perché dovrei andare dietro ad una piccola e insulsa ragazzina>> Ringhia rabbiosamente, così decido di usare la Legilimanzia contro di lui e il suo stupido ego.

"Anche se non lo penso davvero"

Ecco ciò che mi dice la sua fottuta e ottusa mente.

<<Non riesci nemmeno a convincere te stesso>> E ho vinto di nuovo.

Mi rivolge un ghigno capendo ciò che ho appena fatto. Patetico.

Nemmeno tu credi davvero che sia patetico.

Vero.

Chapter 8: -CHAPTER 8-

Chapter Text


Due interminabili ore di Erbologia. Da spararsi sulle palle. Almeno Malfoy ha saputo tutto e la Sprout si è complimentata anche con me, ovviamente.

Sono in biblioteca, stranamente. È uno tra i miei posti preferiti ad Hogwarts, ma non ci vengo spesso perché pure altre persone si mettono lì a studiare. Fastidiose.

Il bel tempo bacia il mio viso, rendendolo illuminato e perfetto. Sono in un piccolo tavolo nascosto, sommersa nella lettura, circondata da centinaia di vecchi libri. Mi sento incredibilmente bene ed inoltre la biblioteca è praticamente deserta. Un alone di tranquillità mi sovrasta, creando l'atmosfera perfetta. Fottutamente adorabile.

Finché... non arriva lui.

Sempre nei momenti meno opportuni.

<<Ancora a leggere ragazzina?>> Domanda il biondino sedendosi sull'unica sedia affianco a me.

<<Che vuoi Malfoy?>>

Mi guarda poggiando la testa sul suo braccio, come se fosse stanco da morire.

<<Sta sera alle 21 in camera mia>> Deve essersi ricordato qualcosa, perché lo dice alzandosi velocemente.

Sbuffo e alzo gli occhi al cielo.

Fanculo alle ripetizioni.

<<Devo andare ragazzina, a sta sera>> E con questo, mi lascia definitivamente sola.

Che problemi ti affliggono, Malfoy?

Sono troppo stufa per rispondere, non è degno delle mie parole.

Non è vero.

Forse. Ma lui è il mio nemico, non cadrò nelle sue grinfie come ogni puttana qua dentro.

Le giornate si fanno sempre più corte, l'inverno è alle porte ed io nonostante ciò sono ancora vestita come se fosse estate. Le nuvole si fanno spazio tra l'azzurro della volta celeste, piccole goccioline di pioggia scendono velocemente sui vetri delle finestre, e io sono incantata a guardare quale goccia arriverà per prima; un languorino cresce nella mia pancia, sto morendo di fame cazzo. Metto il libro nella borsa ed esco dalla biblioteca camminando a passo svelto.

Oltrepasso corridoi con muri ricoperti da quadri di vecchie persone che non si fanno problemi ad esprimere la loro opinione: "sei così di fretta, cara?", "vestiti!", "ma non ci saluta nemmeno?".

<<Fanculo a tutti quanti. Vi conviene stare zitti se non volete essere squartati>>

Mi guardano come se avessi detto chissà cosa. Patetici pettegoli di merda.

Mi siedo all'estremità della tavolata Serpeverde, riempiendo il mio piatto di riso e verdure. Mangio silenziosamente, non parlando con nessuno, mentre il resto delle persone sembrano immersi in conversazioni davvero animate.

Fastidioso.

Ti manca non avere qui Malfoy con cui almeno puoi intrattenerti, anche se vi insultate e basta.

Vero.

Quel biondino è fastidioso ma almeno mi diverto con lui.

DRACO'S POV.

Sono stato tutto il pomeriggio ad Hogsmeade. Dovevo staccare con la testa.

Mi sfilo velocemente i vestiti e i boxer, per poi entrare sotto il getto veramente freddo della doccia.

L'acqua scorre interminabilmente e il rumore che provoca mi rilassa. Passo delicatamente lo shampoo alla menta sui miei biondi e perfetti capelli, poi il bagnodoccia sul mio tonico e muscoloso corpo. I pensieri tormentano la mia mente; chissà come sta mia madre, forse dovrei scriverle... Dopo manderò un gufo al Malfoy Manor, è deciso. Ho paura che quel coglione possa farle qualcosa. Mamma, perché ti sei innamorata di lui? Perché?

Se solo capissi cosa significa amare, Draco.

Non posso saperlo, e non lo saprò mai. Sono destinato fin dall'inizio ad una vita fredda, sola, inutile. Non sono capace di amare e di conseguenza nessuno amerà mai me.

Ma tutte le ragazze ti vengono dietro.

Solo perché sono ricco e bellissimo. Queste puttane vogliono solo scoparmi, non mi amano.

Tutte tranne una. Lei non vuole scoparti, probabilmente è l'unica.

Vero. E questa cosa mi fa impazzire.

Esco dalla doccia e avvolgo un asciugamano attorno alla mia vita.

E puntualmente bussano alla porta. Cazzo.

<<È aperto>> Urlo dal bagno, so già chi è.

ANNE'S POV.

Busso alla porta della stanza n. 9.

<<È aperto>> Grida il biondino. La sua voce è ovattata, come se si trovasse lontano.

Giro la maniglia ed eccomi nella stanza uguale per filo e per segno alla mia. Lui non è sul suo letto come sempre, strano.

Ed eccolo uscire dal bagno con solamente un asciugamano avvolto debolmente in vita. Il mio sguardo poi si focalizza sulle sue mani, e cazzo che mani... Le vene in rilievo sembra che possano scoppiare da un momento all'altro. E poi ci sono gli anelli, che le rendono ancora più attraenti, tanto da farmi pensare a come sarebbero strette sul mio collo.

Cazzo Anne, ti sembrano pensieri da fare?

<<Magari ti vesti Malfoy? Non sono qui per scopare>> Sputo duramente sedendomi sul suo letto.

<<Mi dispiace per te>> Afferma tornando in bagno, ghignando.

Irritante.

DRACO'S POV.

Sento i suoi severi e sicuri passi martellare il pavimento di legno.

Esco dal bagno e lei è lì, in tutta la sua stronzaggine.

Però è sexy.

Confermo. La camicia troppo stretta comprime il suo bel corpo, mettendo in risalto il prosperoso seno. La gonna svolazzante copre solo quel minimo che basta per non farla girare in mutande. I mossi capelli color nocciola cadono dolcemente sulla sua schiena, tranne per quei due ciuffi che ha tagliato e che le finiscono sul viso. Le gambe perfette sono composte, e il suo sguardo è accigliato.

Non te lo aspettavi eh, piccola puttana.

Piccole gocce d'acqua cadono sul mio addome, e i miei bagnati capelli sono in disordine. Odioso.

<<Magari ti vesti Malfoy? Non sono qui per scopare>> Mi rimprovera freddamente sedendosi sul mio letto, come se fosse suo.

Oh ragazzina, che peccato.

<<Mi dispiace per te>> Esclamo tornando in bagno per vestirmi.

Su i boxer, su i pantaloni della tuta neri, e infine su una maglietta aderente, anch'essa nera, che lascia intravedere i miei muscoli. Perfetto. Con un incantesimo asciugo i capelli e li pettino impeccabilmente, come sempre. Un abbondante strato di acqua di colonia mi ricopre. E sono pronto.

Esco dallo stanzino e la vedo ficcanasare tra i miei averi. Sta sistemando la pila dei libri sul mio comodino.

Attraente.

<<Che fai, ragazzina?>> Domando avvicinandomi.

Lei non si smuove di un centimetro.

<<Lettura, eh Malfoy? E poi dici a me>>

Ha ragione.

No.

Sbuffo ghignando e prendo una cosina dalla mia borsa.

Lei finalmente mi guarda.

<<Che fai, perdente?>> Dice imitando la mia voce.

Sorrido.

Perché cazzo sto sorridendo?

Mi avvicino e lei si siede sul letto.

<<Non sono così cattivo>> Esclamo dandole un piccolo regalo.

Non me l'aspettavo da te, Draco.

Nemmeno io.

Mi guarda accigliata, sorpresa.

<<C'è dentro una bomba?>>

La sua stronzaggine si fa sentire ancora.

Piccola puttana.

<<Aprilo e lo scoprirai>> Affermo sorridendo.

Lei fa lo stesso, ma non è un ghigno, è un fottuto sorriso.

Scarta impazientemente il pacchettino ricoperto da carta nera. La sposta sul letto e prende il contenuto.

È il libro che le avevo rovinato. "Come tu mi vuoi".

<<Sul serio?! Beh, grazie>> Esordisce quasi vergognandosi.

Piccola puttana.

L'ho resa felice, anche se cerca di non darlo a vedere.

<<Non ho tempo da perdere Clarke, muoviamoci con queste ripetizioni>> Imito la sua voce e lei ride di gusto.

Adorabile.

No.

Allora perché le hai ricomprato il libro?

Perché è giusto così.

ANNE'S POV.

Ok, non me l'aspettavo. Malfoy mi ha comprato il libro che aveva distrutto. Rispetto.

È stato un bel gesto.

Sono d'accordo.

Abbiamo passato due interminabili ore a ripassare Erbologia e Divinazione. Da tagliarsi le vene.

Lo rimproveravo insultandolo ogni volta che sbagliava, e lui faceva lo stesso.

Sempre i soliti stronzi.

Però ci siamo divertiti a modo nostro.

Mi fiondo sul mio letto e inizio a leggere. Aspetta ma...

Ho riscontrato una scrittura che non è stata fatta a stampa, sfoglio delicatamente e vedo che sulla prima pagina c'è una dedica:

Anche se ti odio ragazzina, era mio dovere ripagarti.

Draco Lucius Malfoy.

La sua calligrafia è ordinata, perfetta.

Come lui.

No.

Un sorriso da ebete cresce sul mio volto; ok, è stato gentile.

E mi addormento, pensando a questa serata.

Chapter 9: -CHAPTER 9-

Chapter Text


Cazzo, ma che ore sono?

"07:18"

Che merda.

Sono davvero riuscita a dormire per sette ore e più? Ok, non capitava da molto tempo; e non ho nemmeno fatto incubi! È una giornata da segnare sul calendario questa.

Mi giro dall'altro lato e accendo la lampada per la lettura, prendendo il libro che ieri mi ha donato Malfoy. Continuo la mia lettura con Fiona appollaiata sulle mie gambe nude, coperte dal leggero lenzuolo verde scuro. Mi sono sempre rifugiata tra i libri quando qualcosa non andava, e negli ultimi anni sembrano essere l'unica risorsa che mi rende davvero felice, il resto può farsi fottere. A volte immagino come sarebbe essere amati da qualcuno, sapere che quella persona c'è e ci sarà per sempre e che darebbe la vita pur di mettermi al sicuro. Ma come ho già detto, l'amore non fa per me. Non ne ho mai ricevuto, nemmeno dalla mia stessa famiglia. Sono stata programmata per bastarmi da sola, senza avere la necessità dell'aiuto di altri. Ma non è sempre così, anche se non lo do a vedere. Che schifo.

Non riesco a concentrarmi, è meglio se mi preparo. Ho troppi pensieri.

E così faccio, partendo dal lavarmi i denti. Strofino per bene, mentre continuo a pensare perché cazzo sono al mondo. Perché i miei genitori mi hanno creata se poi non sono nemmeno capaci di amarmi? Giusto, perché così possono usarmi come burattino. Persone come loro non dovrebbero avere figli. Assolutamente no.

Continuo poi vestendomi con la solita e noiosa divisa scolastica, pettinando i miei capricciosi capelli e spruzzando il mio solito e adorato profumo alla cannella. Perfetta.

Impeccabile, bella e ordinata come sempre.

Lo so.

Prendo la mia borsa con dentro tutti i miei libri ed esco dalla stanza, guardano tutti con occhiate mortali. Patetici.

Cammino verso la Sala Grande, sicura di me e in modo abbastanza sensuale da farmi desiderare. Meravigliosa.

Mi siedo alla mia amata postazione e inizio a mangiare dei semplici biscotti al cioccolato.

<<Buongiorno, ragazzina>> E come sempre, ecco arrivare il fastidioso "buongiorno" di Malfoy.

<<Buongiorno, perdente>> Affermo distaccata.

<<Mangi i miei stessi biscotti, eh? Sei ossessionata da me>> Dice alzando le sopracciglia, lo guardo come se stesse parlando in una lingua sconosciuta.

<<Io? Ossessionata da te? Ti piacerebbe>> Esclamo ghignando.

È inevitabilmente arrabbiato con me, quanto mi fa piacere questa cosa.

<<Sei solo una stupida ragazzina che non porta rispetto a chi dovrebbe realmente>> Abbaia duramente.

Fanculo Malfoy, devi sempre rovinare tutto?

<<Dovrei portare rispetto a te? Chi sei per essere degno del mio rispetto?>>

Mi guarda come se potesse uccidermi da un momento all'altro, ma non lo farà, perché sa che sarei il suo peggior demone. Puoi starne certo, Malfoy.

DRACO'S POV.

Quella piccola puttana deve portarmi rispetto, cazzo.

"Dovrei portare rispetto a te? Chi sei per essere degno del mio rispetto?"

Fanculo stronza.

Però è attraente quando si arrabbia.

No cazzo, è solo una ragazzina impertinente.

Mangio di fretta dal nervoso quei due biscotti che avevo preso dalla Sala Grande prima di andarmene e intanto torno nei sotterranei, verso l'aula di Pozioni. Il corridoio è incredibilmente buio, ma noi Serpeverde ne siamo abituati. Ci piace il mistero. Oh fanculo, oggi abbiamo lezione con i Corvonero. Odiosi saputelli del cazzo.

Spalanco la porta dell'aula, non degnando Lumacorno di un mio saluto, e mi unisco ai ragazzi in cerchio che osservavano una strana pozione particolarmente luminosa, ne sono quasi incantato, finché il profumo della Clarke rivitalizza le mie narici.

<<Questa pozione ha il tuo stesso odore Clarke. Disgustoso eh?>> Ringhio rabbiosamente mettendomi vicino a lei.

<<A me sembra che l'unico ad aver esagerato con il proprio profumo sia tu, caro Malfoy. Vuoi per caso soffocarci tutti?>> Risponde a tono.

Odiosa.

<<Malfoy, Clarke, fate silenzio! Lovegood sa dirmi che pozione è questa?>> E adesso si mette pure Lumacorno, giuro lo uccido.

Quella strana troia risponde, d'altronde è una Corvonero.

<<Amortentia. È la pozione d'amore più potente al mondo. Ci fa sentire l'odore della persona di cui siamo più attratti. Sì Anne e Draco, vi abbiamo sentiti tutti>> Gli occhi ci calano addosso, guardandoci come se avessero visto chissà cosa.

Sono un misto tra l'accigliato e l'infastidito, non può essere.

Ma è impossibile, non sono attratto da quella piccola puttana.

Tu dici?

Giro lo sguardo e la vedo con il suo modo impassibile, non si è mossa di un solo centimetro, ma i suoi occhi parlano, anche se non vuole darlo a vedere. Sembrano quasi urlare "Smettetela, vi prego".

<<No cara Luna, ti sbagli. Sentivo l'esagerato odore di Malfoy solo perché si era avvicinato a me>> Afferma la ragazzina, non posso fare altro che assecondarla.

<<Appunto! Lovegood, prova a dire un'altra stronzata del genere e ti faccio appendere al muro>>

Cazzo, che lezione di merda.

<<Forza ragazzi, avvicinatevi e provate a sentire il profumo della pozione. Venite, ecco create una fila indiana- Perfetto!>> Esclama quello svitato del professore.

Predo posto dietro alla ragazzina e aspetto il mio turno. Merda.

Uno ad uno gli studenti si avvicinano al calderone, assaporando con l'olfatto il dolce profumo della persona da cui sono attratti. È bellissimo guardare le loro facce scioccate, incredule, ma anche quelle che sapevano già cosa avrebbero sentito. Avanziamo a passo lento e l'ansia si fa spazio dentro di me.

Hai paura di sentire il suo profumo, Draco?

Io non ho mai paura.

Tocca a lei. Le bastano due secondi a differenza di tutti gli altri e se ne va infondo alla stanza, camminando sicura e decisa. Non lascia nemmeno per sogno un'emozione. Assolutamente no.

Vi assomigliate particolarmente.

Sono così incantato dai miei pensieri che non mi rendo conto che tocca a me. Cazzo.

Mi avvicino intimorito, prendo un grande respiro e mi godo il forte e dolce odore di cannella.

Sei fottuto.

Sono fottuto.

ANNE'S POV.

<<Questa pozione ha il tuo stesso odore Clarke. Disgustoso eh?>> Ringhia Malfoy avvicinandosi a me.

Ma che cazzo vuoi? Lo sai che con una sola parola pronunciata dalla mia bocca ti ritrovi fluttuando a testa in giù? Patetico ragazzino.

<<A me sembra che l'unico ad aver esagerato con il proprio profumo sia tu, caro Malfoy. Vuoi per caso soffocarci tutti?>> Dico come solo io so fare, tenendogli testa. In effetti sento il profumo del biondino da quando sono entrata in questa fottuta stanza...

<<Malfoy, Clarke, fate silenzio! Lovegood sa dirmi che pozione è questa?>> Ci riprende Lumacorno, quasi pentendosi di averlo fatto dopo che lo abbiamo guardato con occhi di puro odio. Fanculo.

<<Amortentia. È la pozione d'amore più potente al mondo. Ci fa sentire l'odore della persona di cui siamo più attratti. Sì Anne e Draco, vi abbiamo sentiti tutti>> Si fa beffe la puttana della Corvonero.

Cazzo.

Non è vero. No, fanculo, non è vero.

Non convinci neanche te stessa.

Fanculo pure a te coscienza.

Vorrei solo sprofondare in questo momento. Mi sento gli occhi addosso come non mai, compresi quelli del ragazzo in questione, ma non mi muovo. Rimango ferma, immobile, paralizzata.

<<No cara Luna, ti sbagli. Sentivo l'esagerato odore di Malfoy solo perché si era avvicinato a me>> Esordisco e Malfoy mi ringrazia con gli occhi.

<<Appunto! Lovegood, prova a dire un'altra stronzata del genere e ti faccio appendere al muro>> Continua il ragazzo.

Che lezione di merda.

<<Forza ragazzi, avvicinatevi e provate a sentire il profumo della pozione. Venite, ecco create una fila indiana- Perfetto!>> Voglio andarmene. Fatemi andare via subito per favore.

Il biondino è dietro di me, e la sua vergogna quasi mi travolge. Prova a non darlo a vedere, ma è più forte di lui.

Le persone ci mettono minuti davanti a quella pozione, quasi come se volessero accertarsi che sia tutto vero. Le loro facce quando vanno infondo all'aula sono epiche: da chi ha gli occhi fuori dalla testa, a chi è soddisfatto, a chi corre a dire al proprio amico che cosa ha sentito.

Patetici.

Pian piano la fila si svuota, e tra poco è il mio turno. Cazzo.

Sono leggermente in ansia.

Leggermente? E poi, per cosa?

Non lo so. Non lo so cazzo e questo mi fa impazzire.

La puttana davanti a me ha finito e il sangue scorre velocemente nelle mie vene. Avvicino delicatamente il naso per solo due secondi. Ho già capito.

Menta, limone, acqua di colonia e metallo.

Sei fottuta.

Sono fottuta.

DRACO'S POV.

Non ci siamo più parlati dopo quello che è successo a Pozioni.

Che figura di merda.

E comunque non è vero, io non la trovo attraente, assolutamente. Solo mi sa tenere testa, tutto qui.

Una pozione non mente. Mai.

Magari è stata fatta male, magari ha sbagliato qualcosa quel rincoglionito di Lumacorno.

Allento la cravatta, cazzo sto sudando ripensando a ciò. Non appena la lezione termina mi dirigo dall'unica persona con cui parlo sinceramente.

Un vecchio scalino di pietra dopo l'altro, i soliti pettegolezzi dei quadri si mischiano con gli schiamazzi delle matricole appena uscite dalle aule, il mio viso quasi disperato, in cerca di aiuto. Scendo velocemente ogni scala mi si ponga davanti e finalmente arrivo al primo piano, dove davanti a me si trova l'entrata per il bagno delle ragazze.

Ok, non sono pazzo e non voglio abusare di nessuna ragazza, solo è l'unico posto dove non va nessuno, e anche dove si trova Myrtle Elizabeth Warren, anche detta "Mirtilla Malcontenta".

Lei è mia amica da quando ho messo piede qui dentro, nonostante sia una nata babbana. Ah, se solo i miei genitori lo venissero a sapere... Mi ha sempre confortato e viceversa. Il suo passato è atroce e tutt'ora non se la spassa bene. Abbiamo un sacco di cose in comune effettivamente; tutti la chiamano "Mirtilla Malcontenta" però a me da solo fastidio quel nome di merda, il suo vero nome è Myrtle Warren e probabilmente sono l'unico in questa maledetta scuola a saperlo.

<<Elizabeth, sono io>> Esclamo entrando e serrando la porta alle mie spalle. Preferisco Elizabeth a Myrtle.

<<Oh caro Draco, tutto bene?>> Il suo fantasma si presenta davanti a me: i neri capelli legati in due graziose codine le danno l'idea di essere una bambina, gli occhiali troppo grandi per il suo minuto viso, la frangia in ordine che presenta una personalità seria e ordinata. Adorabile.

<<Oh beh, se solo fossi stata presente oggi a Pozioni... Sai, Lumacorno ci ha insegnato l'Amortentia, e indovina? Ho detto ad alta voce il profumo che sentivo, ignaro di che cosa fosse>> Spiego sedendomi a gambe incrociate di fronte a lei, sull'umido pavimento freddo come la neve. Tolgo il cardigan nero e lo getto a terra.

<<Scommetto che hai sentito l'odore di quella ragazza, la Serpeverde tua amica di cui mi parli sempre, aspetta, com'er- Ah sì, Anne Clarke!>> Dice con l'emozione che si sprigiona dai suoi oscuri occhi.

Fanculo.

<<Non è vero che te ne parlo sempre>> Affermo guardando a terra.

Ti stai sbagliando, Draco.

<<"Oh Elizabeth, sapessi cosa ha fatto oggi la Clarke", "Lizzy, non hai idea di quanto la vorrei uccidere", "Eli sai, oggi stava davvero bene con quella gonna">> Ride di giusto imitando la mia voce.

Stronza.

Però ha ragione.

Forse.

E finiamo per ridere insieme, come due idioti, in un bagno abbandonato delle ragazze, a parlare delle stronzate che dico.

Chapter 10: -CHAPTER 10-

Chapter Text


Eccome se è stato imbarazzante, fin troppo. Cazzo ma doveva capitare proprio a noi?

I corridoi in questo momento sembrano ancora più opprimenti del solito.

E poi, come se non bastasse, la mia Pozione è venuta uno schifo e l'ho "accidentalmente" rovesciata addosso alla Lovegood, volevo così tanto scoppiare a ridere ma mi sono trattenut-

Aspetta.

Un possente braccio avvolge le mie mingherline spalle, una forte e grande mano si posa su di me e un soffocante profumo all'acqua di colonia mi travolgente.

Malfoy.

Odioso.

Ma sexy.

<<Allora sei attratta da me ragazzina, modestamente, lo sapevo>> Afferma ammiccando un sorrisetto.

<<Potrei dire la stessa cosa di te>> E lo zittisco di nuovo.

Povero illuso.

<<Potresti togliere la tua mano?>> Chiedo mentre continuiamo a camminare, facendoci spazio nell'affollata corsia.

<<In realtà mi piace, emani calore>> Dice e quasi mi spiazza questa risposta.

Lo guardo perplessa ma non faccio niente per impedirgli di stare in quel modo. Infondo riscalda anche me.

E poi è bello.

I suoi occhi sono fissi davanti alla strada, e potremmo quasi sembrare una coppia.

La sua salda presa mi fa sentire al sicuro, come se mi avesse messo in una teca di cristallo; il suo inebriante profumo mi ricopre e la sua altezza mi intimorisce. Sono davvero così bassa?

Gli altri idioti ci guardano e le puttane commentano con i loro soliti pettegolezzi. Troie. Appena me ne accorgo con la sola forza del pensiero scaglio un incantesimo a qualcosa vicino a loro, in modo da farle sobbalzare.

Malfoy ride di gusto, mentre continuiamo la nostra camminata verso la Sala Grande, sempre più uniti. Non parliamo, solo, ci godiamo il momento, sapendo che già tra 5 minuti ci staremo riempiendo di parole...

L'enorme portone della Sala si apre davanti a noi, permettendoci di sfilare davanti a tutti, letteralmente. Tavolata Serpeverde, gli ultimi posti. Non si poteva avere di meglio.

Mi accomodo mentre lui si siede accanto a me. Le fredde panche non fanno differenza, mi sento a mio agio ora. Nemmeno gli occhi increduli dei poveri illusi in questa stanza mi toccano particolarmente. Sono in pace con me stessa.

Grazie Malfoy...

DRACO'S POV.

La porta del bagno delle ragazze si chiude dietro di me, intrappolando Elizabeth e i nostri stupidi discorsi. Anche lei, come me, è stata dimenticata da tutti. Nessuno le fa visita. Nessuno la capisce. A parte me.

Ed ecco un altro mio problema camminare sculettando in giro per i corridoi: Anne Clarke.

La sua gonna non lascia intravedere nulla, solo desiderare.

Sfortunatamente.

La troppo piccola camicetta evidenzia inevitabilmente le sue belle e definite forme, mentre i pensieri si fanno spazio nella mente di chi la osserva.

<<Oh cazzo, che figa... quella tipa me la scopo>> Uno stupido zoticone di merda osa davvero immaginarsela a letto?! I miei occhi, pieni di rabbia, lo scrutano, facendolo distrarre dal bello spettacolo. Ha già capito cosa intendo.

Aumento il passo e mi avvicino alla piccola e minuta figura della puttanella, avvolgendo un braccio sulle sue fragili spalle.

<<Allora sei attratta da me ragazzina, modestamente, lo sapevo>> E un odioso sorrisetto cresce sul mio viso.

Tu sei attratto da lei, stupido.

Ma anche lei.

<<Potrei dire la stessa cosa di te>> Fanculo. Mi ha zittito di nuovo.

Ma non ho voglia di litigare, tregua di cinque minuti.

<<Potresti togliere la tua mano?>> Afferma mentre siamo sempre più uniti. Si è spostata più volte verso di me, quando allentavo leggermente la presa alla sua spalla. In fondo lo adora.

<<In realtà mi piace, emani calore>> La sua espressione è epica. Non si immaginava le dicessi qualcosa del genere.

Nemmeno io, in realtà.

Gli occhi fuori dalla testa, un sopracciglio incaricato e l'aria divertita spariscono immediatamente quando si rende conto che sta mostrando le sue emozioni.

Patetica.

Sorrido dentro di me. Mi farà impazzire.

Però è distratta da qualcosa. Osserva altezzosamente un gruppo di troie che stanno parlando, probabilmente di noi. Il cappello di una delle ragazze prende fuoco e un ghigno si forma sulla faccia della responsabile. Mi ricorda qualcosa...

Rido di gusto, con lo scopo di farmi sentire. Anche lei sogghigna.

Che sorriso.

Ci avviciniamo sempre di più alla Sala Grande, fin quando non ci sediamo nella tavolata Serpeverde, lei al suo solito posto ed io seduto affianco.

Non mi interessa degli altri, ma solo di una persona. Quella piccola puttana.

Però ora sono felice. In questo momento sono felice cazzo.

Grazie Clarke...

ANNE'S POV.

È sempre stato così difficile passare un pomeriggio tutta sola? Ormai ci sono abituata, voglio dire, ma oggi sembra particolarmente strano, quasi deprimente. Dopo aver pranzato con Malfoy mi sono serrata nella mia stanza, non dando segno di vita. Leggevo e osservavo il soffitto, a cui ho lanciato un incantesimo per renderlo come un cielo stellato. Ogni stella brilla, senza mai fermarsi. Mi osservavano attentamente, come io facevo con loro. Il blu della notte mi avvolgeva cullandomi e liberandomi dai pensieri. Le luccicanti stelle mi distraevano dal resto del mondo, ipnotizzandomi. Credo di essere rimasta così per almeno due ore.

Fiona non si è fatta vedere, e tanto meno gli abitanti del Lago Nero. Mi hanno abbandonata tutti, come al solito.

Vorrei tanto parlare con qualcuno.

Malfoy.

No.

Si.

In realtà non voglio parlare con nessuno. Assolutamente no. Qui dentro, poi, fanno tutti uno più pena dell'altro. Patetici.

Però non riuscirò a stare così sola per il resto del pomeriggio. Piuttosto rinchiudetemi ad Azkaban.

Vai in Sala Comune, no?

Hm... No.

Anzi, sì.

Non serve che per forza conversi con qualcuno, mi basta sentire altre voci che mi fanno da sottofondo. Almeno questo.

Sposto la mia inutile massa di peso nella Sala, non molto affollata. Ovviamente non do a vedere come mi sento realmente, solo, mi nascondo dietro la mia solita maschera.

Il top nero avvolge il mio seno accentuandolo, mentre la morbida gonna color pece nasconde ben poco.

Ho portato con me il mio libro, fin troppo scontato.

Il buio interrotto dalla luce delle candele culla la mia lettura, mentre sprofondo sul così fottutamente morbido divano di pelle.

Ci sono ragazze e ragazzi che parlano, che si divertono anche solo scambiandosi un'occhiata, che giocano a scacchi magici, che si baciano. Bleah.

Sono più concentrata su di loro che sul mio libro. A volte penso a come sarebbe la mia vita se fossi una ragazza normale, con una famiglia normale. Ma non è così. Ed essere così sola mi fa star ancora più male.

Non sei sola, ti ricordo che anche Malfoy ha problemi familiari.

Ma cosa c'entra?!

Lo vorresti qui, in questo momento, mentre ti ammaglia con le sue stupide esclamazioni, o mentre ti abbraccia talmente forte da spezzarti le ossa, proprio come quella notte nella Torre di Astronomia.

Cara coscienza, ti ricordo che stiamo parlando di Malfoy.

Sì, ma è l'unico che ti fa stare bene.

Cazzo.

Non posso mentire a me stessa.

Malfoy mi fa stare bene, è vero, ma non glielo dirò mai. Mai. Siamo nemici e basta.

Se lo dici tu...

E proprio mentre parlo del diavolo, eccolo presentarsi davanti a me, in tutto il suo ego.

Anche in tutta la sua perfezione.

<<Che cazzo vuoi Malfoy?>> Sputo con acidità.

Inarca un sopracciglio e mi scruta, sedendosi affianco a me.

Il suo peso morto cade sul divano facendomi sobbalzare interiormente.

La sua compostezza è andata a fanculo, infatti la testa è poggiata sullo schienale e le sue braccia si allungano su di esso. Gambe aperte e petto in bella mostra. Non si vede un gran che, ma la dannata camicia lascia intravedere alcuni addominali. Per poi non parlare delle maniche arrotolate che mostrano le sue possenti e dolorose vene.

Cazzo.

Ammicca un sorrisetto quando si accorge che lo sto guardando un po' troppo.

<<Ti piaccio, eh ragazzina?>> E fa roteare la lingua all'interno della sua bocca.

<<Saresti fortunato, ma non è così>> Dico come se non mi facesse effetto, ma cazzo... Questo è troppo.

I suoi grigi occhi sono fissi sui miei. Mi raccontano quanta lussuria provi nei miei confronti. E di quanta io ne provi per lui.

Cazzo se c'è una forte tensione sessuale fra di voi...

Zitta te.

"Mi farà dannare questa, e fanculo, è allettante l'idea". La Legilimanzia mi torna utile sempre.

Aspetta, davvero pensa questo?

<<Giocate a chi chiude per primo gli occhi?>> Interrompe il nostro contatto visivo quella puttana della Parkinson.

Perché non ti ho ucciso quando potevo?

<<Oh, sei ancora viva Pansy? Che peccato>> Ringhio e il biondino ride godendosi la scena.

<<Zitta Clarke, Draco, andiamo? Ho bisogno di essere soddisfatta>> Esordisce credendo di essere sensuale, ma la faccia schifata di Malfoy è epica.

<<Ti ho dato il permesso di chiamarmi per nome? E comunque io non scopo con le cagne>> Sbraita altrettanto duramente la biondina.

Mi piace.

<<E ti hanno rifiutata di nuovo... Mi dispiace... Però adesso sparisci, o dovrò farti perdere i sensi di nuovo>> Tutta la rabbia che avevo dentro si scatena contro di lei e lo comprende, andandosene a testa bassa.

<<Puttana>> Sputo quando se n'è andata.

<<Puoi dirlo forte>> afferma Malfoy.

E ci stiamo mangiando con gli occhi di nuovo. Fortunatamente adorabile.