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Xie Lian piegò appena la testa da un lato, affascinato, talmente tanto che smise completamente di muoversi fuori e dentro Hua Cheng.
Il fantasma era appoggiato con la nuca e il collo e parte delle spalle al muro, le braccia tirate sopra la testa, i polsi legati al letto, i capelli neri sparsi ovunque. Quella benda, quel labbro stretto fra i denti con forza, l'occhio che lo guardava come se lo stesse implorando di continuare a muoversi e Xie Lian accennò un sorriso divertito. Poggiò le dita della mano sul suo sterno, spingendole nella sua pelle e poi le fece scivolare lungo il petto, fino ad arrivare al suo pube.
Hua Cheng gemette e serrò l’occhio, ansimando. Xie Lian strinse lentamente la mano sulla sua erezione, muovendola appena. Osservò il marito schiudere finalmente le labbra ed esalare un altro gemito.
“Sei così… fottutamente bello”, esalò Xie Lian “Sei bello da togliere il fiato”, mormorò muovendo ancora lentamente sopra di lui “Guardami quando gemi”, gli ordinò poi.
Hua Cheng gemette ancora una volta e il suo corpo tremò con più violenza di piacere. Obbedì e si ritrovò a fissare dritto negli occhi di Xie Lian, che lo guardava con una lussuria negli occhi che lo rendeva completamente inerme, capace solo di lasciarsi andare al suo corpo, alla sua voce.
Xie Lian mosse la mano appena più velocemente, passò il pollice sulla sua punta umida. Osservò Hua Cheng fremere di nuovo e gemere un verso strozzato misto a un paio di parole biascicate fra di loro.
Non chiuse gli occhi e rimase fisso in quello di Xie Lian. Come premio mosse la mano ancora un po' velocemente, osservandolo senza perdersi nemmeno una smorfia.
“Adoro come sei obbediente questa sera.”
Hua Cheng cercò di soffocare malamente un mezzo singhiozzo e Xie Lian si trovò a ghignare di nuovo.
“Mi fai venire ancora più voglia di bloccarti anche questo orgasmo, San Lang”, sussurrò.
L'altro sbarrò appena l’occhio.
“Vostra… Altezza…” ansimò quasi in una preghiera.
Xie Lian mosse la mano più velocemente, continuando a guardarlo dritto negli occhi, a vedere ogni smorfia che faceva mentre gemeva a voce più alta e il suo corpo tremava ancora di più.
Il principe si chinò su di lui, iniziando a baciarlo avidamente. La mano che era rimasta fino a quel momento stretta sulla sua natica affondò un altro momento con le dita nella sua carne e poi si spinse la gamba abbandonata sul suo braccio sulla spalla. Non smise di masturbarlo e un’altra serie di gemiti gli affollò di nuovo le orecchie, eccitandolo ancora e ancora di più.
Hua Cheng tentò di muovere l’altra gamba, ma una cintura di stoffa legata alla caviglia e all’angolo del letto bloccò quasi subito ogni suo movimento ed esalò un verso di frustrazione nel percepire la mano di Xie Lian rallentare la propria velocità e tentò istintivamente di muovere il bacino.
Era… così vicino… e fermato… di nuovo.
Xie Lian ridacchiò appena, si limitò a spingersi più fondo senza muoversi, facendo sbattere le spalle del marito contro il muro, come a tenerlo bloccato, ancora più impossibilitato a muoversi.
Gli morse con forza il collo, affondò i denti nella sua carne e poi succhiò avidamente, assicurandosi di lasciare diversi segni rossi sulla pelle. Xie Lian sapeva quanto Hua Cheng adorasse guardare i segni che gli lasciava nel sesso e chi era lui per non soddisfare il proprio marito ogni volta che gli era concesso, al meglio delle proprie possibilità?
Hua Cheng gemette ancora di più e il suo corpo si contorse di nuovo sotto quello di Xie Lian.
“Pensavi davvero che ti avrei fatto venire così presto, mio amato?” gli sussurrò all’orecchio “Perché dovrei? Sei così eccitante quando gemi e godi… ”
Hua Cheng ansimò e annuì, non certo del perché lo avesse fatto, ma non riusciva a pensare a nulla che non fosse il corpo bollente di Xie Lian contro il proprio, la sua erezione dura ancora dentro di sé, le sue mani e la sua bocca ovunque sulla propria pelle.
E la sua voce! Hua Cheng avrebbe potuto (ed era già successo) venire solo nel sentirlo parlare, nel sentire quei bisbigli nelle orecchie, quelle parole che lo facevano letteralmente impazzire di piacere. Xie Lian non allontanò la mano dalla sua erezione, continuò a stringerla fra le dita e Hua Cheng mosse di nuovo il bacino contro la sua mano.
“Vostra Altezza…” biascicò di nuovo “Non… non…”
Xie Lian riprese a baciarlo e poi lo guardò con fare languido negli occhi.
“Cosa, mio amato?”
“Non… non ce la faccio… vi prego…” biascicò il fantasma ansimando pesantemente.
Il principe gli morse un labbro e scese sul lato opposto del collo, riprendendo a morderlo e si mosse lentamente fuori e dentro il suo corpo.
“So che ce la puoi fare San Lang”, rispose Xie Lian in un sussurro “Sei sempre così bravo a soddisfare ogni mio capriccio.”
Hua Cheng ansimò un mezzo singhiozzo, talmente eccitato che sarebbe potuto venire solo con un soffio sulla propria erezione. Si morse di nuovo labbra, non riuscendo a pensare a nulla se non ai movimenti di Xie Lian dentro il proprio corpo, lenti come una tortura. Lo sentiva uscire quasi completamente per poi spingersi di nuovo fino in fondo, bloccandolo e spingendolo ogni volta contro il muro.
Xie Lian gli leccò lascivamente il collo e allontanò la mano dalla sua erezione. Le poggiò entrambe sul suo petto e le fece di nuovo scivolare verso i fianchi, affondando le unghie nella sua pelle, graffiandolo. Hua Cheng esalò un altro respiro strozzato e girò la testa da un lato, affondando il viso nel cuscino.
Xie Lian ghignò di nuovo e lo afferrò con forza per i fianchi e continuò a spingersi dentro di lui. Si tirò il suo sedere appena sulle ginocchia, inclinando il corpo del marito.
“Lo so che ti piace, San Lang”, continuò il principe “Lo so che ti piace quando ti scopo in questa maniera. Proprio… contro… la prostata”, disse lentamente, premunendosi di colpirlo esattamente là dove aveva detto ad ogni spinta.
Hua Cheng gemette a voce più alta, il suo corpo tremò di nuovo e la sua erezione si fece ancora più dura, gocciolando un po' di sperma sull’addome.
“Vi prego…”, ansimò il fantasma “Vi prego… non… non...”
“Non hai ancora il permesso, San Lang”, lo interruppe Xie Lian spingendosi più velocemente dentro di lui “Voglio guardarti ancora. Voglio sentirti ancora.”
Hua Cheng esalò un ringhio di frustrazione, tentò di muovere la gamba libera, ma Xie Lian lo spinse con più violenza contro il muro spingendosi un’altra volta dentro di lui, costringendo il suo corpo a piegarsi.
“San Lang… San Lang, rimani obbediente”, lo rimproverò Xie Lian “Fatti prendere così come so che sai fare, ok?”
L’altro serrò gli occhi e annuì, completamente incapace di pensare o comprendere qualcosa che non fossero le parole del marito. Avrebbe voluto…
Nulla. Non voleva fare nulla, in realtà. Voleva solo rimanere dove stava, sentire Xie Lian dentro di sé, sentire la sua voce, sentire le sue mani. Voleva solo abbandonarsi a lui, completamente perché era semplicemente meraviglioso.
Annuì ancora, gemette ancora uno strozzato ‘Vostra Altezza’ che si bloccò mezzo in gola quando Xie Lian rallentò di nuovo il ritmo delle spinte dentro il suo corpo. Hua Cheng lo vide ansimare, il petto muoversi velocemente. Sentiva le sue dita artigliate nella propria carne, il calore atroce della sua pelle. Hua Cheng aprì appena le labbra. Era bellissimo. Era bellissimo.
Xie Lian uscì lentamente da dentro di lui e poi si sdraiò in mezzo alle sue gambe, sempre tenendo la sua gamba sopra la spalla. Hua Cheng biascicò un gemito, ma Xie Lian lo ignorò. Appoggiò la testa sulla sua coscia, il viso rivolto verso la sua erezione e alzò una mano. Gli sfiorò i testicoli, li strinse appena nella mano.
Xie Lian alzò lo sguardo su di lui e un altro ghigno gli si aprì sulle labbra.
“Non smettere mai di guardarmi, mio amato. Non c’è niente che mi eccita come vedere che ti sto facendo godere fino a farti perdere la ragione.”
Hua Cheng sentì il fiato spezzarglisi nei polmoni ed annuì senza riuscire a dire nulla.
Xie Lian spinse il bacino di Hua Cheng ancora un po' più in alto e poco dopo affondò il viso fra le sue natiche. Lo leccò, lo succhiò, infilò la lingua dentro di lui. Spinse le dita insieme alla sua bocca e Hua Cheng tentò di rimanere immobile, concedendosi solo dei tremiti violenti e gemette in una maniera tale che in qualunque altro momento avrebbe definito osceno, ma Xie Lian adorava sentirlo gemere e non si trattenne nemmeno un momento dal lasciargli sentire tutto quello che voleva sentire.
“Vostra Altezza…” singhiozzò Hua Cheng al limite.
L’erezione gli tirava talmente tanto da fargli male, le dita di Xie Lian ancora strette intorno ai suoi testicoli, la sua lingua e le sue dita che lo scopavano con una voglia indecente. Stava impazzendo. Era al limite della pazzia.
“Vostra Altezza. Vi prego. Vi prego…”
Xie Lian succhiò avidamente la sua apertura un’ultima volta, continuando a spingere le dita fuori e dentro di lui, continuando inesorabile a stimolarlo fino a renderlo un miscuglio di tremiti e gemiti e ansimi strozzati.
Xie Lian alzò lo sguardo su di lui e non disse nulla. Lo guardò un lunghissimo momento per poi prendergli i testicoli in bocca, la mano risalì sulla sua erezione, riprendendo a masturbarlo. Hua Cheng non distolse lo sguardo e gemette e gemette senza nemmeno riuscire a sapere come ci stesse ancora riuscendo.
“Lo sai cosa devi fare San Lang”, mormorò Xie Lian fra una succhiata e l’altra, fra una leccata e l’altra. Le dita dentro di lui divennero improvvisamente quattro e Hua Cheng ebbe uno spasmo di piacere talmente violento da sorprendere Xie Lian stesso.
Hua Cheng si morse un labbro a sangue e non disse nulla. Riusciva solo a gemere. Non aveva abbastanza forze per pensare. Xie Lian non lo forzò e gli prese l'erezione in bocca, spinse la propria testa in avanti, prendendolo fino in fondo, disintegrando per l’ennesima volta ogni neurone dentro il cervello del marito.
Si fermò di nuovo poco prima di farlo venire e Hua Cheng sputò un’imprecazione fra i denti mista ad un singhiozzo inconsolabile di piacere.
Ma Xie Lian sapeva che stava per cedere. Hua Cheng cedeva sempre ad un certo punto, quando il piacere era più forte di tutto il resto, quando Xie Lian lo lasciava solo con quella sensazione travolgente che lo scuoteva dalla testa ai piedi, quando nemmeno l’odio che provava per sé stesso riusciva più a creare una resistenza, sconfitta da tutte le parole di Xie Lian.
Si sistemò di nuovo in mezzo alle sue gambe e poi lo baciò ancora. Le sue labbra erano sporche di sperma e Hua Cheng non riuscì a trattenersi dal leccargliele. Xie Lian spinse la lingua nella sua bocca, assicurandosi di non perderne nemmeno una goccia.
“Senti quanto sei buono, San Lang. Il sapore del tuo sperma mi eccita. Sentirti in bocca mi eccita. Leccarti mi eccita. Succhiarti mi eccita. Non farti venire mi eccita”, mormorò sulle sue labbra “Guarda come sei bravo ed obbediente oggi San Lang”, disse ancora iniziando a spingersi di nuovo dentro di lui, con più forza rispetto a prima “Il Re Fantasma. La tua forza e la tua potenza completamente nelle mie mani. Cosa c’è di più… stupendo di te in questo momento?”
Xie Lian lo prese con un po' più di violenza, trovando difficile controllarsi, ma non si fermò. Hua Cheng singhiozzò di nuovo e non distolse lo sguardo, il viso distorto in una smorfia di piacere e di preghiera.
“Vi prego. Vi prego… non ce la faccio…”
Il resto della frase gli si strozzò in gola quando Xie Lian lo prese più bruscamente, spingendosi fino in fondo, fino a fargli dimenticare di nuovo come si parlava, come formare una frase di senso compiuto. Hua Cheng sentiva che avrebbe potuto mettersi a piangere da un momento all’altro tanto Xie Lian lo faceva sentire sopraffatto.
“Per gli dei, San Lang”, gemette Xie Lian in risposta “Ti sto scopando da ore e sei di così… fottutamente stretto. Sembri fatto apposta per me. Nessun’altro potrebbe essere perfetto come lo sei te.”
Le sue spinte si fecero più veloci, il ritmi più incostante. Xie Lian avrebbe voluto abbandonarsi a sua volta, ma ancora non poteva. Non era il momento.
Hua Cheng rilasciò una specie di ringhio roco che fece tremare Xie Lian tanto lo eccitò. In risposta piegò testa e busto contro la sua coscia, continuando a prenderlo e gli diede un morso. Affondò i denti nella carne morbida, con forza. Voleva lasciargli i segni, più del solito. Voleva che la mattina dopo Hua Cheng non vedesse altro che Xie Lian addosso a lui.
Hua Cheng esalò un mezzo gemito a voce alta, il suo corpo tremò di nuovo, ancora più violentemente di prima. Xie Lian lo morse ancora, succhiò la pelle della coscia più volte, senza smettere di spingersi dentro di lui.
“Tu sei mio, San Lang”, gli disse poi ricambiando lo sguardo “Sei talmente perfetto che non puoi non appartenermi.”
Hua Cheng sentì il proprio viso bruciargli tanto era intenso lo sguardo di Xie Lian, tanto erano sincere le sue parole.
“Solo vostro”, riuscì a dire “Solo vostro, Vostra Altezza.”
“Bravo ragazzo”, sussurrò Xie Lian con un mezzo ghigno “Bravo, perfetto ed obbediente. Non c’è nessuno come te in tutti e tre i regni, San Lang.”
Xie Lian tornò eretto, si sistemò meglio la sua gamba sulla propria spalla e riprese a scoparlo, sempre più forte, sempre più veloce, più bruscamente di prima. Non ancora, si disse. Non ancora.
Circondò l’erezione del marito per l’ennesima volta fra le dita. Hua Cheng ansimò di nuovo.
‘Per gli dei’, pensò ‘Fatemi venire. Fatemi venire. Vi prego, vi prego Vostra Altezza.’
Xie Lian eruppe in una mezza risata e tornò a guardarlo e Hua Cheng si rese conto che doveva aver pregato per davvero. E a chi poteva arrivare la sua preghiere se non proprio alle orecchie di Xie Lian?
“Adoro vedere come godi fino ad arrivare a pregare per un orgasmo”, gli disse con un certo tono divertito e Hua Cheng non seppe che cosa rispondere perché non capiva più niente di ciò che stava accadendo.
Xie Lian continuò a scoparlo ancora e ancora, lo spinse con più violenza contro il muro, gli graffiò di nuovo il petto lasciando segni rossi e profondi, lo baciò ancora fino a fargli diventare la bocca talmente sensibile da sentirsi male.
“Nessun altro potrebbe farmi godere come te”, continuò Xie Lian al suo orecchio “Nessuno mi fa godere come te, San Lang. Nessuno è così bravo e stretto ed obbediente e perfetto.”
Hua Cheng esalò l’ennesimo singhiozzo, incapace di fare altro.
“Ah… i tuoi gemiti mi fanno perdere il controllo”, mormorò poi con voce affannata “Mi fai uscire di testa. Vorrei rimanere qua il resto della mia esistenza a scoparti e a farti godere in questa maniera. Ma sai cosa mi farebbe godere ancora di più?”
Hua Cheng si sentì al limite della propria sopportazione.
“Vederti venire e leccare tutto lo sperma dal tuo stomaco, San Lang. Ma prima…”
Xie Lian gli prese il mento in una mano e passò un pollice sopra le sue labbra, con una possessione normalmente inusuale per lui.
“Ma prima… dì ciò che voglio sentirti dire. E ti giuro che il tuo orgasmo sarà semplicemente meraviglioso e i tuoi gemiti potranno essere sentiti da tutti nella Città Fantasma.”
E dopo ore finalmente Hua Cheng si arrese. Era tutto troppo. Voleva Xie Lian. Voleva sentirlo svuotarsi dentro di sé. Voleva sentire la sua bocca leccarlo. Voleva tutto. Tutto.
“Sono amato”, esclamò a voce alta “Sono degno di essere amato da Vostra Altezza”, singhiozzò fra le spinte del marito “Sono degno di vivere questa vita con voi.”
Xie Lian esalò un gemito di piacere, senza interrompere i loro sguardi.
“E ci credi San Lang?”
“Sì!” esclamò Hua Cheng a voce alta “Sì. Vostra Altezza mi ama. E sono degno del suo amore. E del suo corpo. E della sua anima”, rispose in una biascichio incerto spezzato dai gemiti “Vostra Altezza mi ama”, esalò poi con un singhiozzo.
Xie Lian gli sorrise e gli lasciò il viso. Ah, finalmente. Finalmente…
Il principe continuò a prenderlo. Xie Lian si sentiva prossimo all’orgasmo, era eccitato, talmente eccitato da riuscire solo a sentire la voce di Hua Cheng occupargli tutta la testa. Ne voleva sentire di più. Ancora di più, a voce ancora più alta.
“Ah… mi stai facendo venire solo con i tuoi gemiti. Non sei proprio perfetto?”
Hua Cheng agitò la testa, incerto su cosa provare se non quel piacere soffocante che provava. Esalò un altro verso strozzato e fu quel punto che Xie Lian affondò con violenza dentro di lui, venendo con un gemito roco che fece andare il cervello del fantasma in completo black-out. Xie Lian si spinse ancora e ancora e Hua Cheng lo sentì venire ancora e ancora. Si sentì riempito dal suo dio, il suo sperma caldo dentro di sé, le sue mani che gli graffiavano i fianchi.
Il principe tremò e si prese solo un paio di secondi per respirare. Poi uscì da lui e lo riprese in bocca. Lo succhiò avidamente, mosse la testa più velocemente, spinse di nuovo le dita dentro di lui, continuando a stimolarlo.
Hua Cheng non riuscì più a ragionare. Era arrivato al limite. Sentì il proprio corpo tendersi ancora una volta e finalmente…
Finalmente… riuscì a raggiungere l’orgasmo nella bocca del marito. Venne con uno spasmo e un verso inarticolato e venne con un secondo fiotto sulla sua lingua. Xie Lian non si allontanò e Hua Cheng tremò di nuovo, l’orgasmo che si intensificava sempre di più di secondo in secondo.
“Vostra Altezza!” urlò gettando la testa verso il petto.
Xie Lian lo ignorò. Lo succhiò ancora, facendogli tirare fuori ogni goccia che fosse dentro il suo corpo e Hua Cheng tremò ancora. Tentò di divincolarsi, ma Xie Lian spinse ancora una volta le dita sulla prostata, facendogli spezzare il fiato nei polmoni, lasciandolo senza respiro.
“Vostra Altezza, è troppo…”
Ma ancora Xie Lian spinse la testa fino in fondo, fino a toccargli il pube e sentì sulla lingua un altro debole fiotto di sperma e un altro singhiozzo disperato.
Si allontanò lentamente, soddisfatto. Ingoiò ciò che aveva in bocca mentre Hua Cheng lo guardava farlo e poi si spinse di nuovo sulla sua bocca.
“Così buono, San Lang. Ne vorrei ancora e ancora.”
Hua Cheng singhiozzò fra i baci e si sentì di nuovo prossimo al pianto. Serrò gli occhi con forza, sentendoli pieni di lacrime e solo allora Xie Lian si allontanò da lui. Lo slegò dalle corde e il fantasma di strinse contro di lui, affondando il respiro spezzato contro la pelle del suo collo.
Xie Lian lo strinse in un abbraccio, il corpo del marito tremava ancora con una tale intensità che era difficile tenerlo fermo contro di sé.
“Mio amato San Lang”, gli sussurrò all’orecchio “Anche oggi sei stato meravigliosamente perfetto.”
“Vostra Altezza…” mormorò il fantasma gli occhi ancora serrati con forza, le proprie mani strette intorno al corpo nudo di Xie Lian.
“Shh”, sussurrò il principe iniziando ad accarezzargli i capelli “Va tutto bene. Sei stato perfetto San Lang. Perfetto.”
Hua Cheng obbedì ancora e non disse nulla. Sentiva il corpo scosso, la propria mente distrutta, ogni centimetro della propria pelle segnata da graffi e da morsi. Ansimò ancora pesantemente contro il marito.
“Va tutto bene”, sussurrò Xie Lian con respiri calmi e profondi “Respira con me, San Lang. Respira con me.”
Hua Cheng non aveva bisogno di respirare. Non normalmente. Ma quando faceva sesso con il marito sentiva questo impulso di modificare il proprio corpo. Respirava, necessitava d’aria, la pelle era calda e il battito batteva come quando era vivo.
Xie Lian passò ancora le mani fra i capelli del marito, accarezzandolo dolcemente. Due notti prima Hua Cheng si era svegliato di soprassalto a causa di un incubo. Xie Lian non aveva chiesto su cosa fosse perché lo intuiva da solo e Hua Cheng non glielo aveva detto.
Il principe aveva sperato che fosse solo una cosa passeggera, ma spesso gl’incubi di Hua Cheng lo influenzavano completamente. Diventava schivo, non gli parlava, tendeva ad evitarlo perché si sentiva in colpa per ciò che era successo a Xie Lian.
La prima volta che Xie Lian aveva usato il sesso per fargli capire quanto fosse amato era stato per caso e gli si era aperto un mondo. Era in quei momenti che Hua Cheng necessitava di una mano ferma e di parole dolci per farsi tirare fuori da qualunque tunnel buio di trovasse. Ed era in quei momenti che il fantasma gli mostrava tutta la propria vulnerabilità, il proprio desiderio di voler stare con Xie Lian, il bisogno
ancora più intenso di sentirsi amato.
E in quelle ore Xie Lian si concentrava solo su di lui. Su ogni centimetro del suo corpo. Lo faceva smettere di pensare, di ragionare, di capire. Tirava via dalla sua testa ogni orribile cosa che Hua Cheng pensava su sé stesso e Xie Lian la sostituiva con complimenti, con parole d’amore, con gesti e accortezze.
E il marito allora ripeteva a voce alta ciò che per Xie Lian era sempre stato perfettamente ovvio. Era degno di essere amato. Era degno di stare al suo fianco. Era degno di quella felicità che costruivano insieme, giorno dopo giorno.
Lentamente Hua Cheng, sotto la guida del respiro del principe, parve calmarsi. Era ancora stretto a lui, gli occhi chiusi, ma tremava già meno di prima e sembrava più tranquillo.
“Il mio adorato San Lang”, mormorò ancora Xie Lian poggiando la testa su quella del fantasma “Il mio adorato marito.”
“Vostra Altezza… siete voi ad essere meraviglioso”, biascicò l’altro con la bocca secca.
“Solo perché tu mi concedi l’onore di stare con te, mio amato. E sei così paziente con me, ogni giorno.”
Hua Cheng scosse la testa. Avrebbe voluto dirgli che voleva fare di più. Che se fosse stato possibile non gli avrebbe mai nemmeno permesso di poggiare piede sul suolo sudicio. Che ogni cosa che Hua Cheng possedeva era sua, che a lui bastava solo poterlo guardare e ammirare ed era felice.
Ma pur volendolo dire Hua Cheng non aveva più le forze, né le energie, né i neuroni per poterlo fare. Si sentiva bene. Si sentiva a casa.
“Vuoi bere qualcosa? Vuoi che ti preparo un bagno?” chiese dopo qualche altro minuto Xie Lian.
Hua Cheng scosse la testa.
“Voglio stare così. Per sempre.”
L’altro abbozzò una risata e annuì.
“Allora staremo così. Per sempre. Che problema c’è?”
Hua Cheng sorrise e riuscì appena ad alzare la testa verso di lui.
“Ti amo”, mormorò con gli occhi annebbiati dal sonno.
“Ti amo anche io”, gli sorrise Xie Lian continuando a tenerlo stretto.
Hua Cheng tirò la coperta su di loro e tornò sdraiato addosso a Xie Lian. Chiuse gli occhi, mentre l’altro gli accarezzava ancora i capelli e gli baciava una tempia.
Si addormentò e seppe che sarebbe stata finalmente una notte senza incubi. Xie Lian lo avrebbe protetto e sapeva che adesso era al sicuro, sicuro davvero.
Xie Lian era là.
Ed era tutto ciò che gli serviva per essere felice.
