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La Russia Tiene Conto Di Tutti

Summary:

Vladimir, a modo suo, voleva essere ricordato da te - e con le sue contorte maniere, ha fatto in modo che tu lo faccia per sempre.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

Basilica di S.Serafino di Sarov - Distretto di Odessa.

 

________________________________________

Chiesa.

 

 

 

 

 

Qui a volte vi incontrate perchè ironicamente ha senso;

La casa di dio è aperta a tutti, anche ai peccatori.

Specialmente ai peccatori, di fatto.

 

 

 

E non è che Vladimir Makarov cercasse perdono o temesse dio (o chiunque altro e - se avesse avuto una coscienza, non sarebbe Vladimir Makarov), dedicava le sue uccisioni a Lui. Faceva scorrere il sangue per Lui. Nella sua mente, mormorare le sue infami parole - S'Nami Bog prima di metter fine a centinaia di vite sul pavimento dell'aeroporto Internazionale Zakahaev di Mosca giovedì scorso era logico e normale come respirare. Nella sua mente, Dio guidava le sue azioni - Dio e l'amor patrio. Dio avrebbe guidato la Russia in una nuova era. Una nuova alba. Un capitolo della storia più coraggioso, migliore. L'epilogo che la sua patria tanto meritava dopo tutto il dolore e l'ingiustizia che ha dovuto sopportare. Così, finire le vite di qualche centinaia, per migliorare quelle di milioni? No, nemmeno Dio poteva negare o giudicare tale provvidenza. In fondo, Dio sacrificò il suo unico figlio per la salvezza dell'umanità. E il Dio di Vladimir Makarov era un Dio vendicativo, sanguinario. Il Dio di Vladimir lo acclamava quando commetteva atrocità. Il Dio personale ed egoista di Vladimir stava sulla punta del suo fucile, esortandolo a sparare di tanto in tanto. Almeno, Vladimir credeva che lo facesse.

 

 

Quindi, se qualcuno capiva il ragionamento di Vladimir, sarebbe stato questo suo Dio.

 

Beh, Dio e te - che duo solitario e miserabile.

 

 

 

Adesso, non avresti mai immaginato, neanche nei tuoi momenti più folli, che avresti psicanalizzato un terrorista internazionale, e men che meno, contortamente, di capire il suo ragionamento anche se non potresti mai e poi mai capire lui, ma eccoti qui, che accendi una candela in fronte al viso di una solenne Maria Bizantina in foglia d'oro, sfocata dal fumo dell'incenso che carezza le tue narici, una sciarpa drappeggiata sui tuoi capelli mentre la gente ti passa quietamente accanto, tutti accendendo le loro luci per le loro preghiere, speranze, salute, i propri cari - accendendone una anche tu - nessuna ragione in particolare - puramente per avere qualcosa da fare mentre aspetti e apparire meno sospetta. Cosa ci facevi in una chiesa ortodossa? Questo era il credo scelto da Vladimir. Tu eri lì per caso. Sentendoti come se stessi cercando di pulirti di fronte a qualunque divinità che incombesse sotto al colorato soffitto affrescato di santi dell'edificio monumentale che ti circondava - anche tu volevi del comforto. Magari un cenno. Un segno. Non eri religiosa nè superstiziosa ma volevi una calma brezza di empatia da qualcuno, qualcosa, in qualche modo, prima di essere condannata alla viva fornace che ti meritavi.

 

 

 

Per aver accettato un tenero bacio sulla guancia.

Da qualcuno sulla lista dei ricercati dell'Interpol.

In pieno giorno.

In chiesa.

 

 

 

-"La tua faccia era su tutti i notiziari."-

 

 

Riesci a dire con amarezza, sussurrando rabbiosa. Non per rabbia ma più per rassegnazione ed apatia. Non è la prima volta che vedi Makarov fresco sul tuo feed. Non è la prima volta che il tuo snack mattutino è stato graziato dal suo macello. A volte, spesso in realtà, è l'unico modo che hai di vederlo. A volte lo vedi così raramente che hai dovuto attendere un omicidio di massa. Hai dovuto aspettare che massacrasse qualcuno per vedere la sua faccia. Quanto è sbagliato che - persone innocenti hanno dovuto morire perchè tu potessi vedere uno stralcio del tuo amato? E, se nessuno moriva, tutto ciò che ti rimaneva erano vecchi ricordi sbiaditi. Intrappolata tra il voler risparmiare i civili e voler disperatamente lui. Vederlo apparire nel notiziario, come prima cosa, sapendone il costo.

 

 

 

 

 

Una dozzina di vite per dieci secondi di video sgranato e fuori fuoco preso da una videocamera di

sicurezza, caricato su qualche squallido canale tv o sito di news.

 

Mio dio, sei terribile.

 

 

 

-"Almeno hanno usato una bella foto, lastochka?"-

 

 

 

 

Vladimir sussura nel tuo orecchio, gioviale, quasi felice, facendo apparire che si stesse appoggiando per caso e non per associazione, guardandosi attorno e lanciando occhiate dietro di sè per controllare se qualcuno, per caso, lo riconoscesse, facendosi il segno della croce di fronte alla Madre di Dio e brevemente chinando la testa in segno di rispetto come un vero fondamentalista - come osa scherzare? Come osa essere così calmo? Farsi beffe di tutto questo? Se fossi in qualunque altro posto avresti urlato e pianto e battuto i tuoi pugni sul suo petto, ma per come stavano le cose, potevi solo continuare a ribollire e ripensare alla la tua invidia nei confronti delle altre coppie - persone - che potevano vedersi normalmente. Immagina, essere in grado di guardare la faccia dell'amore della tua vita ogni giorno senza doversi nascondere. Senza senso di colpa. Senza odiarsi. Senza paura. Senza dover prima accendere la TV per vedere il conduttore del telegiornale esporre un nuovo scatto sfuocato di lui accompagnato da un numero di vittime sopra al centinaio. Volevi afferrare le coppie che davano per scontato questo privilegio e scuoterle finchè realizzassero quanto fortunate - quanto privilegiate - di avere, senza tanta fatica, qualcosa che tu non avrai mai.

 

 

Pace.

 

 

-"Mi hai chiesto di incontrarci, così sono venuta. Cosa vuoi?"-

 

 

Vai al sodo nervosamente. Volendo farla breve, tagliarla corta, realizzando, di nuovo, vergognosamente, che gli stavi coprendo le spalle, in un certo senso - rudemente, ma comunque. Temevi per lui. La possibilità che venisse notato e catturato. Nel più improbabile dei posti, ma comunque, stavi nascondendo un criminale. Anche questo era estremamente illegale e moralmente dubbio*. Se scoperti, in una notte potresti diventare la persona più odiata su questo lato del pianeta per la sola ragione di essere connessa a chi eri e per essere qui a parlargli. Avendo un'appuntamento. Scambinado sussurri col nemico. E non hai mai sparato un colpo in vita tua. Non hai mai fatto male a una mosca. Paghi le bollette in tempo. Lasci la mancia ai camerieri quando richiesto. Tratti bene le cassiere. Restituitschi i portafogli della gente senza prendere un centesimo. Cerchi di non lasciare immondizia in giro. E ti fai gli affari tuoi. Eppure c'è solo un velo che separa quella persona da questo infimo individuo senza spina che copre le spalle, possibilmente, a uno dei peggiori uomini sul pianeta. Forse sono la stessa persona.

 

 

 

Qualunque cosa fosse, volevi che finisse per poter andare a casa e piangere in privato.

 

 

 

-"Per prendere precauzioni, se, per qualche motivo, muoio-"-

 

 

 

Vladimir parlò piattamente, come se nulla fosse e tu quasi piangi. Fermando te stessa dallo sputargli in faccia prima ancora che finisse. Interromperlo, sapendo esattamente a cosa voleva arrivare. La sua campagna, per quanto indegna, era sempre stata almeno per metà una missione suicida. Makarov lo sapeva molto bene e ci aveva fatto pace - era un soldato di mestiere. Un soldato è sempre pronto almeno in parte a pagare con la sua vita. Era più di un soldato - e molto peggio di uno. Volodya era assai disposto a mettere tutto in gioco. E in parte eri sollevata dall'idea della sua morte.

 

E in parte distrutta da essa.

 

 

 

-"Dio, lo spero."-

 

 

 

Ribatti freddamente - tirandogli una gomitata al fianco con un tonfo. Gli oleosi, immobili occhi dei santi affrescati attorno a te ti scrutano come se sperassero che lo intendessi per davvero.

 

 

Lo intendi e non.

 

 

 

-"Accendi una candela per me ogni tanto. In caso succedesse il peggio. O il meglio, per come la vedi tu."-

 

 

 

Ti abbraccia mentre ti parla, un gesto sincero, puro, sorprendendoti un pò, il suo naso sepolto nella spessa imbottitura invernale della tua giacca, lasciandoti alla conclusione che, nota personale, forse Vladimir all'infuori di te non ha di vivo nessuno a cui importerebbe silenziosamnete, segretamente, di commemorarlo, in caso, per grazia, venisse ucciso e lasciasse il mondo un posto migliore con la sua scomparsa. Soprattuto non dopo l'incidente all'aeroporto Zakahaev. Niente fratelli. Nessun padre in vita. Nessuna madre in vita. Nessun cugino noto, lontano o vicino che lo reclami. Nessun compagno di classe dai suoi tempi all'Accademia. Poi ti assale. Cosa succede a un terrorista quando muore? Chi li seppellisce? Forse, vengono buttati in una tomba anonima per evitare che il loro sepolcro diventi un'altare e simbolo non voluto per aspiranti dissidenti, guerrafondai. Sepolto in mare? Una faccenda privata di cui non si parla di fronte ai superiori? Volodya aveva sentito qualcosa? La sua intuizione lo stava alertando di qualcosa? Avevi pregato così a lungo che cessasse di esistere ma non eri pronta al fatto che un giorno divantasse realtà. Avevi sempre solo pensato come alla lunga avrebbe impattato positivamente il mondo. Non te. E ti ha colpito così duramente che realizzi troppo tardi che stai singhiozzando nella sua sciarpa a maglia grigia. Era questo, in un senso, la sua ultima volontà? Un'avvertimento? Un'addio? Ti stava prendedo in giro? Giocando? Testandoti? Facendo un'altra battuta crudele? O era serio?

 

 

 

-"E le 243 persone che hai massacrato solo questa settimana!? Chi accenderà una candela per tutti loro, Volodya!? E le più di 30.000 persone che dicono siano morte a causa tua!? Ci sono abbanstaza candele in tutta la Russia per tutti loro!?"-

 

 

 

 

Dici, tra respiri profondi e affranti. Riferendogli quello che hai sentito e letto su di lui. Rabbia, tristezza, disgusto, sdegno e pietà si mescolano. Ricambiando l'abbaccio così forte da farti male alle mani. Per un osservatore esterno, eravate semplicemente una coppia che stava avendo un ricongiungimento sentimentale in chiesa. Ma, per te, questo era qualcos'altro - completamente diverso. Non l'ha detto direttamente, ma in un senso, stava dicendo addio in anticipo. Dicendo addio in caso non avesse mai più una seconda occasione. Facendo ammenda, dandoti un qualche senso di chiusura. E Volodya era uno stratega nel cuore perfino ora. Non lasciava nulla al caso.

 

 

 

Neanche i possibili addi.

 

 

 

-"Na Rossiyu prikhoditsya vse"-

 

 

 

Aggiunge semplicemente, dolcemente, quasi tenero e sai immediatamente cosi significano le sue parole - non negava nessuno dei crimini della sua lunga lista e non faceva alcun tentativo di discuterne e difendersi, meramente carezzando la tua guancia e asciugando una lacrima come se fosse cosa indegna di essere lì, annunedo gravemente e semplicemente camminando fuori dalla Basilica di S.Serafino di Sarov, facendosi il segno della croce di fronte alla Vergine Maria e il Figlio di Dio un'ultima volta come se non fosse mai stato lì, l'ombra della giacca sparendo nella folla della chiesa - con tale facilità - impossibile, quasi, processare che stavi avendo uno scambio di parle con chi lo stavi avendo - le campane iniziano a suonare segnado mezzogiorno, mentre le figure barbute avvolte in nero dei preti iniziano a muoversi e a riempire lo spazio e realizzi che la prossima volta che vedrai il suo volto in qualunque forma sarà sulle notizie come obituario criminale o accanto a qualche prominente figura politica, stringendosi le mani sul notiziario internazionale, scalando le scale verso la posizione dove aveva sempre voluto arrivare. In ogni modo, sarai inconsolabile.

 

 

 

 

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Alla fine del 2016, Vladimir Makarov era morto - liquidato dopo un golpe militare fallito contro il presidente Vorskevsky.

E tu accesi la prima di tante candele - non sapevi neanche perchè - ma, lo feci.

Te ne mancavano 29.999 - abbastanza per una vita intera.

Notes:

Note dell'autore (originale)

S'nami Bog / Съ нами Бог / Dio è con noi

lastochka / ласточка / piccola rondine

Na Rossiyu prikhoditsya vse / На Россию приходится все / La russia tiene conto di tutti