Chapter Text
Expecting perfection
Leaves a lot to ignore
When the past is the present
And the future's no more
When every tomorrow
Is the same as before
The looser things get
The tighter you become
The looser things get
Tighter
“Dance of the clairvoyants” – Pearl Jam
Senju e Uchiha vivevano in pace ma Hashirama stava rannicchiato sulla veranda con la testa tra le mani. Una trivella di angoscia nello stomaco e una morsa intorno al cuore.
Il sogno condiviso con Madara realizzato. Appena eletto Hokage, in primavera si sarebbe sposato.
Non avrebbe mai creduto la perfezione così repellente.
Non riusciva a fare il suo dovere con Mito, l’ultima spiaggia era stata provare a tenersi i vestiti su cui Madara aveva lasciato il suo odore e immaginare i capelli rossi diventare neri.
L’aveva baciata chiudendo gli occhi e per un po’ l’illusione era riuscita. Poi era fuggito, non aveva avuto il coraggio di rientrare e trovarla in lacrime.
Ancora l’energia che deformava lo spazio, Hashirama aveva alzato la testa verso il tetto. Sorrideva. Era salito con un balzo silenzioso.
“Che sorpresa!”
Madara non si aspettava qualcuno alle spalle.
“Mi fa piacere vederti” Hashirama lo aveva abbracciato.
“Lasciami” Madara si era sottratto con un sibilo, gli occhi ridotti a due fessure.
Hashirama aveva fatto un altro passo sorridente.
“Mollami, dannazione!” Madara si dibatteva preso in braccio dall’altro.
Hashirama era saltato di sotto portandoselo dietro.
“Mollami” Madara non era più tanto convinto guardando Hashirama negli occhi. Aveva smesso di dimenarsi, gli aveva allacciato le braccia al collo.
Hashirama si era rimesso sui gradini posandosi Madara in grembo. Si divoravano le labbra, le mani di Madara febbrili sulle spalle di Hashirama, avrebbero potuto strappargli la veste. Gemeva passione e dolore.
Finalmente Hashirama poteva accarezzare il capelli tanto desiderati.
Hashirama aveva abbassato i suoi pantaloni e quelli di Madara, il mantello dell’Uchiha copriva l’intimità di entrambi.
Madara aveva cominciato i suoi movimenti sinuosi appena Hashirama gli aveva afferrato il sesso eccitato. Divaricando leggermente le gambe, Hashirama aveva permesso alle sue natiche di scendere. La carne di Madara era stata come burro per Hashirama. Ogni volta avrebbe potuto essere l’ultima, non avevano avuto tempo per spogliarsi.
Hashirama tremava, nessuno al mondo avrebbe saputo muoversi come l’uomo che aveva sulle gambe.
Nessuno al mondo lo abbracciava così.
“Madara…” Hashirama sospirava tra i capelli di Madara. Non aveva mai capito a cosa dovevano il loro profumo di mele rosse.
Senza smettere di baciarlo, Madara gli era venuto tra le mani. Come avvertimento solo un gemito e un lieve fremito.
Adorabile egoista. Ma Hashirama lo stava aspettando dall’inizio.
“Ho un regalo per te” Hashirama aveva atteso che Madara, appoggiato ansimante sulla sua spalla, aprisse gli occhi. Gli aveva consegnato un ciondolo dorato a forma di ala.
Hashirama si era aperto la veste mostrando a Madara la sua collana a forma di aquila a cui mancava un’ala. Sorridendo, aveva prelevato il gioiello dalla mano dell’attonito Madara per allacciarglielo al collo e farglielo sparire sotto il mantello.
“Tornerò sempre da te, l’unico con cui so volare” Hashirama premeva il ciondolo sul petto di Madara “Sii tu le mie ali.”
“Hashirama…” Madara era commosso.
“Hashirama!”
Erano sobbalzati entrambi.
“Hashirama ti devo parlare” Tobirama lo fissava senza espressione, il suo sguardo si era fatto truce solo dopo aver incontrato gli occhi ancora lucidi di Madara “Da solo.”
Parole, 508
